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Maghi e cartomanti: un fenomeno sempre più diffuso a Bari

Qualche giorno fa la stampa locale diffuse la notizia dell’arresto, da parte dei Carabinieri, di una cartomante che tentò di estorcere, per una pratica antimalocchio, settecento euro ad un trentasettenne barese afflitto da problemi sentimentali. L’adiposa signora, in arte “Sally”, quarantaseienne che millantava poteri divinatori insieme ad un complice trentenne, entrambi di Turi, minacciarono il malcapitato prospettandogli disgrazie di ogni genere se non avesse versato l’intera somma pattuita. Fin qui la notizia che, se interpretata tra il serio e il faceto, potrebbe anche far sorridere. Ma quanto è diffuso il fenomeno delle cartomanti, dei maghi e degli operatori dell’occulto tra Bari e provincia? Un mondo sommerso, che si alimenta di paure, fragilità esistenziali e superstizioni, e che, è sempre il caso sottolinearlo, produce un vertiginoso giro di affari sia a livello nazionale che locale. Ed inoltre, chi sono i “fruitori” , ovvero i clienti di questi sedicenti “aruspici”? Pur non essendo esperti di scienze sociali, abbiamo tentato, per linee generali, di dare una risposta a questi quesiti. Nel mondo egizio, assiro, fenicio e persino ebraico, le arti magiche erano presente e operanti. Scongiuri propiziatori, incantesimi e sortilegi, divinazioni e fatture hanno seguito l’umanità da tempo immemorabile. Tra gli alchimisti e gli astrologi delle raffinate corti rinascimentali e gli attuali ciarlatani esoterici che impazzano sui media locali, il paragone è ovviamente improponibile. Una clientela variegata, dalla casalinga alla studentessa, al disoccupato, all’impiegato e persino al professionista, si rivolge loro per prestazioni più complesse: dall’eliminazione del malocchio al filtro d’amore, ai talismani per trovare lavoro ed altre amenità del genere. Tutta la provincia di Bari “pullula” di questi personaggi, circa la metà sono donne. Alcuni si sono rifiutati di parlare minacciando querele, uno che operava nel Sudest barese di farci una fattura mortale se avessimo insistito a svelare i suoi… trucchi. Ma quali sono le motivazioni psicologiche che spingono tanta gente ad affidarsi a questi dubbi personaggi? “Forse perché hanno un rapporto diretto, si crea quasi un legame amicale”, ci spiega un amico psicologo. “Non vanno dal sacerdote per vergogna o ritrosia, non vengono dallo psicologo per timore di sentirsi malati. Preferiscono pagare, alle volte grosse cifre, per ascoltare, sembra paradossale, ciò che vogliono sentirsi dire. Sembra assurdo ma è così”, conclude il professionista. Nel nostro girovagare in loco per studi esoterici, abbiamo notato inoltre un altro particolare: molti di loro si fanno fotografare insieme a prelati locali, una sorta di “legittimazione” al proprio operato. Sulla credulità degli italiani, in generale, è stato emblematico il “caso Vanna Marchi”. Lei, estrosa ed anfetaminica teleimbonitrice, con appena la quinta elementare, è stata capace di raggirare decina di migliaia di telespettatori, molti erano professionisti. Tutte queste vicende, più che amare e sconfortanti riflessioni, riportano alla mente una battuta del poeta romano Trilussa che diceva: “La mattina si alzano due categorie di persone: un dritto ed un fesso. Se si incontrano, l’affare è fatto”.

Piero Ferrarese     

 

 

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