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I dubbi sui test per l’ammissione alla Scuola di Specializzazione

Giovedì 02 Settembre 2010 14:52

Non sarà facile riallacciare le fila dopo le denunce sui concorsi all’Universita’ di Bari.Intanto sono cominciati i primi procedimenti dibattimentali sugli esami ad Economia e Commercio

 Tornano sui banchi per affrontare i test nelle facoltà a numero chiuso gli studenti baresi, e mentre c’è chi lo tenta addirittura per la seconda o terza volta, rischia di allargarsi a macchia d’olio lo scandalo degli esami venduti e comprati ad Economia e Commercio 

e non solo dopo le inchieste parallele aperte dai Carabinieri e dalla Commissione interna nominata all’epoca dal Rettore, culminate in un processo dibattimentale dinanzi ai giudici della Seconda Sezione Penale di Bari. I giovani che questa mattina affolleranno le aule per rispondere ai test sono abbastanza disincantati per comprendere che dopo i primi errori commessi ai primi tempi, nessuno tra corrotti e corruttori nelle varie università commetterà più errori, anche se le denunce degli  studenti, quasi sempre anonime, hanno riguardato anche le prove scritte per l’ammissione alle scuole si specializzazione universitarie, in particolare a Odontoiatria e Farmacia. Denunce sulla fotocopiatura degli elaborati contenenti i test dei candidati e firmate una per una alla fine della prova scritta svolta il mese scorso, quando invece dovrebbe essere garantito l’anonimato fino al momento della correzione. Ma ha respinto ogni accusa un ex presidente della Commissione di concorso per l’ammissione alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, appellandosi alla “...maggiore tutela e trasparenza delle prove”. Fatto sta che anche i criteri di valutazione per la correzione di quei compiti non sarebbero stati decisi prima dello svolgimento della prova stessa o perlomeno della prova orale dalla Commissione esaminatrice, come vorrebbe ogni regolamento di concorso. Senza dire che molti candidati esclusi ancora oggi giurano che la data della prova scritta sia stata spostata senza alcun preavviso. Ce ne sarebbe abbastanza per l’annullamento di tutta la procedura concorsuale, ma finora nessuno ha avuto il coraggio di farlo, per paura di esporsi. “L’anno venturo debbo ritentare e se denunciassi troverei tutte le porte chiuse all’Università”, si giustificavano i candidati esclusi dalla Scuola di Specializzazione di Farmacia. Eppure molti di loro hanno storto il naso quando, verso la fine del concorso scritto, i componenti della Commissione gli avevano chiesto di fotocopiare l’elaborato, con tanto di loro nome e cognome su ogni fotocopia. “Che fine fara’ al momento della correzione il nostro anonimato”, si chiedeva uno dei candidati che aveva svolto la prova scritta coi quiz a risposta multipla. E nei giorni scorsi la Commissione, dopo la pubblicazione dell’elenco di ammessi e idonei, ha trasmesso tutto l’incartamento concorsuale per competenza all’Ateneo, per le successive verifiche. Verifiche che a questo punto potrebbe chiedere di eseguire la Commissione interna istituita all’Università dopo la bufera abbattutasi negli anni scorsi. Ma il presidente della Commissione, come detto, e’ assolutamente tranquillo e non ha timore delle fotocopie intestate o dell’accusa, deciso in ritardo i criteri di valutazione delle prove scritte o, ancora peggio, spostato la data di esame senza preavviso. “Mi volete spiegare come si fa a dimostrare che un candidato ha consegnato l’elaborato in bianco, rispondendo magari solo a qualche quiz a casaccio? Invece con le copie a nostra disposizione non ci saranno problemi. Nessuno le usera’, se non ci dovessero essere ricorsi o contenziosi e del resto abbiamo dato spiegazioni piu’ volte ai candidati durante la prova scritta: come mai nessuno ha avuto dubbi in quel momento?”, ha spiegato al nostro giornale un componente della Commissione di concorso. Fatto sta che il concorso per essere ammessi alla Scuola di Specializzazione della Facolta’ di Farmacia, posto assai ambito, ha lo scopo di assicurare ai laureati in discipline farmaceutiche la possibilità di una specializzazione nelle materie necessarie ad esercitare la loro attività nella farmacia ospedaliera. La Scuola, la cui Direzione ha sede presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Bari, prevede tre aree di insegnamento e tirocinio professionale: propedeutica, teorico-sperimentale e tecnico applicativa. Il Corso ai quali saranno ammessi soltanto in pochi ha la durata di tre anni, al termine del quale è rilasciato il titolo di Specialista in Farmacia ospedaliera. E l’accesso è riservato a coloro che sono in possesso del diploma di laurea in Farmacia, Chimica e Tecnologia farmaceutiche, nonché del diploma di abilitazione all’esercizio della professione. Vale la pena di ricordare che i titolari degli insegnamenti possono essere proposti anche tra i professori di ruolo di altre Facoltà, nei termini previsti dalla legislazione vigente, mentre il Consiglio della Facoltà di Farmacia, su proposta del Consiglio della Scuola, sentite le Facoltà interessate, coordina annualmente le attività didattiche della Scuola, designando, altresì, i professori a contatto cui affidare corsi specialistici. Superato l’esame tecnico-pratico dell’ultimo anno, il corso di studio si concluderà con un esame finale consistente nella discussione di una dissertazione scritta su una o più materie del Corso. Il numero degli ammessi a ciascun anno è di sei, oltre ad un’altra mezza dozzina di idonei.

 

Antonio De Luigi

 

 

 

 



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