Regione, l’ultimo avviso su misura da 220 mila euro per 2 anni |
| Giovedì 02 Febbraio 2012 19:23 |
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E’ sempre la gestione del personale e soprattutto l’assunzione di presunti esperti esterni ad attirare ogni giorno di più l’attenzione dei politici di minoranza a via Capruzzi, soprattutto a causa –come si dice- dell’ulteriore aggravio di spese per l’Erario. Il Consigliere Regionale PdL Nino Marmo, Vice-Presidente del Consiglio Regionale ha oramai capito l’antifona e in una lunga e dettagliata interrogazione a risposta scritta messa sotto al naso di Presidente e assessori allo Sviluppo Economico e Personale ha denunciato l’ultima procedura per così dire singolare. E cioè il caso dell’ “avviso pubblico per conferimento dell’incarico di collaborazione professionale per esperto in programmazione, sviluppo e gestione del sistema di E-government e società dell’informazione in ambito FESR”. Si parla in sostanza della determinazione n. 1 del 10 gennaio scorso del Direttore Area per lo Sviluppo Economico, Lavoro e Innovazione, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 6. Con riferimento, dunque, alla solita procedura burocratica e amministrativa apparentemente ineccepibile, Marmo nella sua interrogazione ha evidenziato senza tanti giri di parole che “…un avviso preliminare di mobilità interna per due dipendenti di cat.D, con richiesta di competenze così descritte “esperienza in programmazione, sviluppo e gestione di progetti nell’ambito dell’e-governement e della Società dell’informazione, in possesso di buona conoscenza della normativa nazionale e comunitaria e delle procedure di utilizzo dei Fondi nazionali e strutturali con particolare riferimento al FESR. Si richiede altresì, esperienza nella diffusione di strumenti e metodologie atti ad accompagnare e sostenere i progetti di innovazione, nell’analisi, monitoraggio e valutazione progetti ICT”” è stato bruciato in soli sei giorni. E per di più significativamente pre-natalizi (dal 14 al 20 dicembre dell’anno scorso). Non avendo, molto prevedibilmente, quest’avviso interno avuto riscontri, lo si è precipitosamente sostituito con un avviso pubblico per un solo esperto, in ragione del quale si è impegnata, per due anni, la ‘modica cifra’, ironizza Marmo, di 220 mila euro. Un esborso che comporta per le casse della Regione un aggravio di spesa, dunque, rispetto all’avviso interno tanto frettolosamente bruciato, di centinaia di migliaia di euro. Ma non è finita. A corredo della candidatura all’avviso “si richiede “b) una relazione preliminare alla redazione del progetto di implementazione e funzionamento del CRIPAL, da compilarsi secondo il formato allegato (Allegato 3) con cui il candidato descrive sinteticamente gli obiettivi specifici da perseguire, le funzioni da svolgere, il modello gestionale conseguente, le fasi da sviluppare e la loro conseguenza logica/temporale”, allegato improponibile poiché, secondo quanto previsto dall’art. 1 “Natura ed oggetto dell’incarico”, il collaboratore dovrà svolgere attività di supporto direzionale (?) alla progettazione, pianificazione, e coordinamento delle attività del CRC Puglia e supporto tecnico all’implementazione del CRIPAL, a meno che la Regione non intenda farsi indicare da un candidato anche gli obiettivi specifici da perseguire, le funzioni da svolgere, il modello gestionale conseguente, le fasi da sviluppare e la loro conseguenza logica/temporale, prerogativa propria dell’Ente. Insomma, volendo il futuro esperto detterà la linea da seguire nella gestione di sistemi e progetti anche a capo della giunta ed assessori, a voler essere pignoli, senza bisogno di altri collaboratori. “Da tanto si ravvisa – si legge infine nell’interrogazione di Marmo- una strategia volta a ridimensionare drasticamente la platea dei candidati, favorendo qualcuno/a a cui l’Avviso sembra rivolgersi.” Pertanto “In ragione anche della sempre più diffusa prassi di questo governo regionale di moltiplicare le assunzioni in tutti i suoi gangli attraverso il metodo opaco degli “avvisi pubblici” per titoli nei quali troppo spesso è stato facile individuare un predestinato “politicamente corretto”, non senza utilizzo di espedienti palesemente mirati quali date pre-festive e carenza quasi assoluta di pubblicità e trasparenza”. Ora tocca a Vendola, e gli assessori Capone e Campese per conoscere, ognuno per le proprie competenze, “se non ritengano opportuno far revocare quell’avviso davvero troppo dettagliato, anzi, personalizzato, interrompendo una volta per tutte una prassi tanto opaca quanto mirata nei confronti della quale il vicepresidente regionale già pensa di ricorrere alla Magistratura contabile. Francesco De Martino
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