Alla Regione risparmiano moltiplicando servizi e dirigenti |
| Mercoledì 08 Febbraio 2012 18:23 |
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Anche se fuori c’è il gelo e gli uffici saranno chiusi anche oggi, causa maltempo, c’è aria bollente negli uffici della Regione Puglia tra lungomare a via Capruzzi, non soltanto a causa del termometro che segna livelli preoccupanti di bassa pressione, quasi da record. Se a far gelare i poveri contribuenti più che le temperature da Siberia sono i venti di crisi, a riscaldare burocrati, politici e manager regionali pugliesi ci sono le singolari moltiplicazioni di settori, benefit e stipendi, tipo pani e pesci. Infatti, con una pianificata ‘gemmazione’ di servizi e posti dirigenziali la Regione Puglia sta provvedendo ad aumentare le poltrone di comando in settori come sanità , cultura e comunicazione, in barba alla necessità impellente di risparmiare per colpa della crisi. Cominciamo dal Settore Sanità , servizio spezzettato in tre o quattro con altrettanti dirigenti che pesano ciascuno 90 mila euro in più all’anno al Bilancio Regionale, senza contare indennità di risultato e bonus vari riservati ai piloti della disastrata navicella sanitaria pugliese. Una vera e propria ‘superfetazione’ di spese e poltrone che fa letteralmente a pugni con la voce ‘castità ’ predicata dal presidente della giunta Vendola e dall’ex assessore alla Salute Fiore, impegnato nella sua personalissima scalata ai vertici dell’Ateneo, in una girandola di poltrone che, a cascata, coinvolge anche l’ex preside di Mdicina e il direttore generale dell’azienda Consorziale Policlinico, Quaranta e Dattoli. Sicchè proprio alla Sanità , dove prima c’era un assessore e un solo dirigente di settore, in Puglia ora ci sono tanti capi e capetti che sono riusciti pure a sbagliare i conti, calcolando il valore il valore dell’Iva nel rimborsare i farmaci, provocando le ire degli organi Federfarma. Che coi loro ricorsi hanno avuto ragione perfino dai tribunali civili, incassando un altro milione circa di euro. Al Comitato Regionale della Comunicazione (Corecom) invece ci sta pensando il dirigente esterno ad arare il terreno, rendendolo fertile per un altro bel terzetto di impiegati promossi sul campo e pronti, tra non molto, a rivendicare quasi certamente altre posizioni dirigenziali, pur non essendoci secondo i sindacati molti spazi di manovra per i relativi riconoscimenti. E al Consiglio Regionale, altro comparto preferito dai burocrati di via Capruzzi per carriere rapide e sicure? L’intrepido Ufficio di Presidenza ha già scordato gli strafalcioni per l’applicazione dell’indennità dovuta ai consiglieri, operata ai tempi di Pierino Pepe ed ora si prepara a gestire la nuova organizzazione come una bottega. Come? Il Servizio Personale e Amministrazione retto dall’ex manager che, pur non conoscendo la lingua Inglese, fece firmare all’assessore al Bilancio dell’epoca il contratto-capestro sui bond, sta raddoppiando i costi semplicemente sdoppiandosi in Servizio Personale e Servizio Amministrazione. Il che vuol dire due incarichi dirigenziali di livello superiore in piu’ da retribuire lautamente, sempre a spese del Pubblico Erario. Stesso giro nell’organigramma dell’assessore alla Cultura Mediterranea Silvia Godelli che un annetto fa, mentre la Regione eliminava ben tredici uffici assolutamente inesistenti con tanto di delibera giuntale, sdoppiava anche lei il Servizio Cultura in ‘Beni Culturali’ e ‘’Cultura e Spettacolo’. Inutile dire che anche in questo caso è bastato il solito ricorso d’una dirigente che si riteneva danneggiata ad accendere i riflettori della giustizia amministrativa. Che, senza pensarci molto, ha dichiarato l’assoluta incomprensibilità dell’operazione di presunta riorganizzazione degli uffici regionali di via Pietro Gobetti. Come a dire che alla Regione Puglia sbagliando si continua a sbagliare e per di più senza imparare niente… Francesco De Martino |

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