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Sarà parecchio il materiale cartaceo al vaglio degli inquirenti della Procura della Repubblica di Bari dopo la denuncia dell’ex sindaco e candidato alle ultime elezioni comunali, Simeone di Cagno Abbrescia. Troppe, una dozzina, le sezioni elettorali del capoluogo in ritardo il giorno dopo l’inizio delle operazioni di scrutinio, anche se i dati non lasciavano scampo: il Sindaco uscente si attestava al 49, 01 per cento, l’avversario al 46, 05. Insomma, all’attenzione dei magistrati anche i verbali precedenti al ballottaggio. Ma come mai anche a queste ultime elezioni comunali tanti ritardi e tanti sospetti di brogli elettorali? Come è possibile che, dopo 24 ore, non si fossero ancora conclusi gli scrutini, e che undici sezioni avessero tardato così tanto, bloccando tutti? Tv e voci di corridoio hanno dato una versione dei fatti che sembra essere attendibile e che grida vendetta: i presidenti dei seggi la notte fra l’8 e il 9 giugno, stanchi dopo aver passato la notte a scrutinare, avrebbero abbandonato i seggi prima della conclusione delle operazioni di voto. In questi casi, la legge prescrive di portare le schede non ancora scrutinate presso la Corte d’Appello e che le operazioni di spoglio proseguano in Tribunale. Invece niente, il giorno dopo aver tranquillamente chiuso i loro seggi, presidenti, segretari e scrutatori sono tornati al lavoro freschi e riposati, pur sapendo di aver commesso, molto probabilmente, gravi illeciti, anche se le schede scrutinate erano state trasferite presso l’Ufficio elettorale del Comune. Così, schede contenenti migliaia di voti per i candidati sindaci sono andate perse. I parlamentari del PdL si sono subito detti “Pronti a rivolgersi alla magistratura. Siamo ancora alla ricerca di queste schede che sembrano andate perse e se non sapremo al più presto dove sono finite, ci rivolgeremo alle autorità”. Il vice coordinatore regionale del PdL, Antonio Distaso, già il giorno dopo il primo scrutinio, aveva chiesto “L’intervento del Prefetto di Bari, quale rappresentante dell’Autorità di governo, di vigilare direttamente e con la massima attenzione affinchè vengano garantite la certezza, regolarità e trasparenza del voto. Memori, purtroppo, di infelici esperienze capitate in questa Regione”. Il Senatore Luigi D’Ambrosio, invece, si dichiarava preoccupato per le “…allarmanti notizie provenienti dagli organi di stampa sull’abbandono dei seggi da parte dei presidenti. Chiediamo al Prefetto una verifica sulla veridicità della notizia. Se così fosse, si sarebbe consumato un fatto gravissimo”. Ad ogni modo, le sezioni sospette erano undici e comunque potevano concorrere solo ad evitare il ballottaggio a favore del Sindaco uscente, qualora fossero state prevalenti le sue preferenze. Ma se ci furono irregolarità, come nel caso degli scrutatori ‘pizzicati’ a votare due volte, tocca agli inquirenti scovarle e punirle...
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