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La Regione dice “no” alla costituzione dei Comuni autonomi

Bocciata dal consiglio regionale la proposta di legge per l'autonomia di Carbonara-Ceglie-Loseto e Palese-SantoSpirito.  La lotta dei comitati  dei residenti non è servita a convincere il parlamentino regionale che, nella mattinata di ieri, ha udito il Sindaco di Bari Michele Emiliano. Il primo cittadino barese si è schierato contro l'istituzione dei Comuni autonomi sin dall'inizio. Ma i comitati dei residenti hanno presieduto la seduta consiliare tutto il giorno e, al momento della votazione, ne sono successe delle belle. La proposta di legge è stata respinta con il voto segreto dei consiglieri regionali, scatenando l'ira dei presenti del pubblico.  Così, è stato necessario l'arrivo della polizia che ha allontanato il pubblico -composto dai membri dei comitati per l'autonomia- che inveiva contro i consiglieri di maggioranza, con minacce e con pugni sulle vetrate interne dell'aula consiliare. Ad ogni modo, la proposta è stata bocciata, in conformità alla linea di pensiero del Sindaco di Bari. Le ragioni del  suo dissenso sono molteplici. Innanzitutto, l'esiguità di affluenza al voto in occasione del referendum popolare del 19 aprile 2009. Per Carbonara-Ceglie-Loseto, solo 8,2% degli elettori aveva detto “si” all'autonomia e al distaccamento da Bari; l'8,8% aveva votato per il “no”, con l'82,28% dei residenti che non si era affatto recato alle urne, mostrando un chiaro disinteresse alla proposta di legge. Stessa storia per Palese-Santo  Spirito, dove il 72% degli abitanti si era assentato dai seggi, il 18% aveva detto “si” all'autonomia, mentre il 9% si era opposto. Questo, il primo motivo addotto dal Sindaco Emiliano contro il distaccamento delle frazioni di Bari. In più, concedendo l'autonomia di cui sopra, Bari avrebbe rischiato lo status di città  metropolitana, vedendo ridotto drasticamente il numero degli abitanti. Da qui, un grave pregiudizio alla governance del piano strategico attualmente in atto ed un contrasto con la normativa vigente, chiaramente indirizzata tout court a risparmi di  spesa.  In aggiunta, l'autonomia sarebbe stata inopportuna perchè “I Comuni costituendi -dice la legge- devono disporre dei mezzi sufficienti per provvedere ai pubblici servizi”. Secondo il Sindaco Emiliano, essendo la gestione della rete di distribuzione del gas, così come del servizio di  trasporto pubblico locale,  affidata a società totalmente partecipate dal Comune di Bari, i servizi non sarebbero potuti essere erogati perchè al di fuori del territorio comunale. Sempre per Emiliano,  ed evidentemente per la maggioranza del Consiglio Regionale, l'ipotesi di riduzione della popolazione avrebbe compromesso il programma politico del Comune di Bari, che ha inteso dare maggiore autonomia a tutte le circoscrizioni attraverso la realizzazione dei Municipi (prerogativa dei Comuni con un tot di abitanti) , già avviata dalla Giunta Comunale. È evidente che non solo Palazzo di Città, ma anche la Regione Puglia abbia ravvisato l'inopportunità di questo  distaccamento. Ma alla fine dei conti, siamo sicuri che l'autonomia sia stata voluta da tutti i residenti di Carbonara, Ceglie, Loseto, ecc...? Dal numero degli elettori accorsi alle urne per votare il referendum, si direbbe proprio di no.  
Federica Stea

 

 

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