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Nuovi uffici giudiziari: da rifare, la ricerca di mercato?

Tempi sempre più rapidi, al Comune, per reperire la nuova sede di uffici ed aule penali che debbono sloggiare dal ‘palazzaccio’ inagibile e illegale di Via H. Nazariantz, anche se le tre proposte avanzate finora al Comune, da un primo esame, sembrano tutte inadeguate. E quindi molto probabilmente bisognerà pubblicare un’altra ricerca di mercato dopo la prima, iniziata due mesi fa per reperire l’immobile che ospiterà gli uffici giudiziari. C’è grande attesa, come dimostra la nota inviata anche a Palazzo di Città e Commissione di Corte d’Appello dalla Camera Penale degli Avvocati baresi, dopo il tavolo aperto presso l’ufficio del direttore generale Comunale Vito Leccese, dove la settimana scorsa s’è seduto per la prima volta il gruppo di lavoro tecnico interdisciplinare incaricato di affrontare le problematiche legate, appunto, alla sistemazione degli uffici giudiziari. Al termine dell’incontro s’è stabilito che proprio la commissione ad hoc - composta dall’ingegner Maurizio Montalto, direttore della Ripartizione Lavori Pubblici, dall’architetto Annamaria Curcuruto, direttore della Ripartizione Urbanistica ed Edilizia privata e dal dottor Francesco Catanese, direttore della Ripartizione Ragioneria - dovrà valutare le tre proposte pervenute il 15 febbraio a Palazzo di Cità per reperire un immobile da circa 15 metri quadrati dove allogare, appunto, aule ed uffici penali e dei giudici onorari. Entro la metà del mese al massimo, dunque, la commissione dovrà stilare una relazione dettagliata sugli aspetti tecnico-economici delle proposte effettuate dalla ditte del gruppo di Gerardo De Gennaro, Nicola Rafaschieri e una società capitolina che ha rilevato l’ex albergo Ambasciatori. La relazione sarà quindi inviata alla Commissione di Manutenzione presso la Corte d’Appello, deputata per legge a sottoscrivere l’ultima parola per l’allogazione dei palazzi di giustizia nei relativi comuni. Le tre proposte pervenute all’Amministrazione comunale barese per la nuova sede temporanea degli uffici giudiziari, come ormai sanno tutti, sono collegate ad alcune delle più importanti imprese cittadine: ‘Area Bersaglio’ è una delle imprese, come detto, del gruppo De Gennaro, poi c’è la I.E.A. srl del gruppo Rafaschieri ed infine la Fire Srl, che ha rilevato l’albergo di Via Omodeo. La prima è la stessa impresa che ha già costruito quel Centro Direzionale del rione San Paolo nato più che altro come centro commerciale, servizi e terziario a beneficio del quartiere, e che adesso si vorrebbe sfruttare nella parte ancora inutilizzata per la Giustizia, anche se a prima vista appare sia insufficiente la cubatura offerta, e sia inaccettabile dal punto di vista tecnico per ospitare aule e mezzi della Giustizia. Discorso ancora più complicato per la società romana che ha rilevato il grande albergo di S. Pasquale, riveniente da un complicatissimo iter giudiziario per le aste del fallimento, ancora in corso dinanzi al giudice concorsuale davanti al quale si presentarono anche le offerte di un’altra finanziaria del gruppo Degennaro, oltre a quella definitiva del Monte dei Paschi di Siena. Una storia infinita, dunque, con una decina di aste andate deserte nel corso della stessa procedura concorsuale. Ma difficile pensare che cancellieri, avvocati e magistrati baresi possano trasferirsi nell’immobile costruito dalla società di Nicola Rafaschieri sulla strada per Valenzano, confiscato un paio d’anni fa in quanto per lottizzazione abusiva. Come si ricorderà l' imprenditore Nicola Rafaschieri e Antonio Colaianni (ex capo dell' ufficio tecnico) e Nicola Ninni, anche lui funzionario tecnico comunale, furono assolti, anche se il complesso edilizio, che in un primo momento avrebbe dovuto essere acquisito al patrimonio del Comune, appare in un tale stato di abbandono dopo tanti anni, da richiedere parecchi e costosi interventi, prima di essere agibile...

Francesco De Martino

 

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