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Regione: davanti ai giudici gli atti amministrativi sulle politiche giovanili

Mercoledì 03 Marzo 2010 20:49

Potrebbe essere senza copertura di spesa o, addirittura, adottata con qualche altro artificio contabile ancora più grave, l’atto amministrativo licenziato dal dirigente regionale che si occupa di bandi e concorsi a favore delle politiche giovanili. Infatti, dopo una lettura più approfondita della determinazione del Dirigente ‘Struttura di Progetto Politiche Giovanili’ (n.57 del 22 febbraio) avente ad oggetto: “Principi Attivi- Giovani idee per una Puglia migliore. Bando di concorso anno 2010”, il consigliere regionale uscente Nino Marmo è andato su tutte le furie. E ha deciso di andare fino in fondo tanto che per ora, a scanso di equivoci, ha perfino spedito determinazione dirigenziale e documenti allegati, oltre che alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica di Bari. “Abbiamo rilevato –ha evidenziato Marmo, candidato PdL alla Bat- nell’atto alcuni elementi di assoluta gravità, che ne rafforzano la funzione mistificatoria nei confronti d’un mondo giovanile che viene invitato ad assumere pesanti impegni in vista d’una prospettiva palesemente fasulla”. E per far capire che non scherza, come detto, il consigliere regionale uscente spiega ancora meglio, giusto per convincere tutti di assistere ad un’operazione-spot dalle evidenti finalità elettorali. E allora, per capire l’insanabile contraddizione di cui parla il consigliere, basta mettere a confronto due passaggi dell’atto in questione, partendo dal rinvio a “successivi provvedimenti” dell’impegno delle “somme necessarie al finanziamento dei progetti approvati, per un importo complessivo di euro 2.200.000 (a valere sui fondi assegnati con L.R. n.35/2010 “Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010 e bilancio pluriennale 2010/2012”) fino all’altra dicitura sull’atto “…dal presente provvedimento non deriva alcun onere del bilancio regionale”. Insomma, quest’ultima certificazione sarebbe una specie di artificio contabile, servirebbe solo a evitare il passaggio della determinazione in questione dal Servizio Ragioniera, da dove sarebbe stata respinta per l’avvenuto sfondamento del “patto di stabilità”. E dove, infatti, fino all’altro ieri non risultava pervenuta. Cos’altro dire, poi, sull’allungamento, rispetto alla prassi, dei termini di presentazione delle istanze, dilatati addirittura fino al 14 giugno?, a dimostrazione, spiega ancora Marmo, che si poteva e doveva attendere l’eventuale soluzione della questione della copertura di spesa, prima di prendere in giro i giovani. O meglio, indurre giovani alla ricerca di un futuro ad affrontare spese ingenti ed oneri vari che potrebbero rivelarsi del tutto inutili. Di tutta evidenza la funzione meramente elettoralistica di un bando incompleto in un aspetto assolutamente prioritario e che rischia di risolversi in un ‘cinico’ inganno a danno di un mondo al quale pure si continua a contrabbandare un sogno inesistente. Ora la parola passa alle procure della Corte dei Conti e della Repubblica, mentre per ora sull’intera questione delle politiche giovanili e dei concorsi della Regione Puglia, sia Palese e sia Marmo hanno deciso parlarne in un’altra conferenza stampa, il 16 marzo prossimo.

Francesco De Martino



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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 03 Marzo 2010 20:56 )
 

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