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Tanti, troppi i reparti e uffici sparsi nel Policlinico Consorziale di Bari a non rispettare le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. E questa volta i primi enti ad essere avvertiti dalle organizzazioni sindacali autonome sono stati Ispettorato del Lavoro, Spesal e reparto ‘Nas’ dei Carabinieri, allertati in particolare sull’inidoneità dei locali adibiti a uffici ‘Presenze del personale’ e ‘Area Patrimonio’. Ma andiamo con ordine. Ieri Gino Cipriani e Nicola Sellestri, dirigenti del Sindacato ‘G.I.L.–Sanità’, hanno messo da parte ogni indugio e vergato nero su bianco tutto quanto riguarda le carenze relative alle sedi dell’Ufficio Rilevazione Presenze (Area Personale) e dell’Area Patrimonio che secondo loro sarebbero, allo stato attuale, ubicati in locali assolutamente inidonei ed insicuri per la salute dei dipendenti. I locali in questione, difatti, non risultano dotati delle più basilari norme di sicurezza, in quanto mancano uscite di sicurezza e suddivisione fra le postazioni lavorative, a causa della sovrapposizione di personale e scrivanie senza rispetto delle dovute distanze. A parte la sicurezza sul posto di lavoro, però, ad essere violata e’ anche la ‘privacy’ dei dipendenti, sia in termini lavorativi e sia in termini di salvaguardia di dati sensibili. Ma i due sindacalisti baresi hanno denunciato anche l’assenza del sistema d’insonorizzazione, con rischio di inquinamento acustico, tenuto conto del notevole stato di confusione, che si verifica quando gli Uffici sono frequentati contemporaneamente da dipendenti e da soggetti esterni. Infine, (come si evince dalle foto pubblicate a lato), Cipriani e Sellestri agli organi ispettivi hanno evidenziato l’impedimento da parte dei disabili di accedere agli uffici in questione, e cioè al Patrimonio in quanto le rampe di accesso sono troppo ripide e all’ufficio presenze in quanto le rampe mancano del tutto. La sede del Servizio Patrimonio nel Policlinico di piazza Giulio Cesare comprende anche alcuni settori al Piano terra (Farmacia), al primo piano (Ufficio Tecnico) e al 2° piano (Laboratorio d’analisi), creando una disordinata e pericolosa sovrapposizione di persone (dipendenti e pubblico) e di competenze, oltre che di materiale vario che diventa un ostacolo. Senza parlare dei possibili incidenti con l’aggravante dell’assoluta mancanza di vie di fuga, in caso di incendio o pericolo. Insomma, c’è più d’un motivo per intervenire, al fine, come si legge nell’esposto del Gil-Sanità, di verificare l’idoneità dei locali ed eventualmente porre in essere le sanzioni previste dalle vigenti Leggi in materia di sicurezza sul lavoro.
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