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Infuriano le polemiche dopo l'approvazione del "decreto interpretativo sulla presentazione delle liste”

Sabato 06 Marzo 2010 21:10

Infuriano le polemiche all'indomani dell'approvazione da parte del governo del "decreto interpretativo sulla presentazione delle liste". Il provvedimento, infatti, ha "salvato" le liste del Pdl nel Lazio e in Lombardia che - rispettivamente - per tardiva consegna e mancanza del numero richiesto di firme, rischiavano di essere escluse dalle prossime elezioni regionali. Il decreto prevede che nel valutare i termini di presentazione delle liste ci si basi anche sul fatto che con qualsiasi mezzo si possa dimostrare di essere stati presenti nel luogo di consegna nei termini stabiliti dalla legge e che la documentazione possa essere verificata anche in un secondo momento, per la parte che attiene ai timbri e alle vidimazioni. "Questo decreto è un atto di gravità inaudita, è un pezzo di fascismo. Io penso che dobbiamo restare sul terreno della critica aspra e radicale alla grande truffa che è stata costruita dal governo Berlusconi". Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha risposto a una domanda dei giornalisti che gli chiedevano di commentare l’ipotesi di empeachment avanzata dal leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
Secondo Vendola non si può "pensare per legge di sterilizzare altre leggi, pensare di usare un decreto per decretare che l’autentica delle firme e i timbri sono un formalismo inutile, pensare così di poter dare un colpo allo stato di diritto. Questo decreto è inaccettabile -ha proseguito Vendola- e fa il paio con gli interventi legislativi che hanno cambiato lo statuto dei diritti dei lavoratori. Da un lato - ha sottolineato - si colpisce alle fondamenta la civiltà del lavoro, cancellando l’impossibilità di licenziare se non per giusta causa, dall’altro si cambiano le regole del gioco di una partita in corso, rendendo possibile retroattivamente ciò che la legge considera impossibile. Siamo davvero - ha concluso - ai colpi di coda pericolosi e violenti di un regime ormai al suo capolinea".
Spetta al salentino Raffaele Fitto difendere l'operato della maggioranza. Secondo lui: il decreto legge sulle Regionali «sana alcuni aspetti interpretativi, non interviene in alcun modo se non per consentire a 15 milioni di italiani di poter votare: una polemica su questo mi sembra singolare».
E - da Bari - il presidente del Senato, Renato Schifani, invita ad abbassare i toni, dopo che Antonio Di Pietro (leader dell'Idv) ha avanzato l'ipotesi di impeachment per il presidente della Repubblica

FITTO: POLEMICHE SINGOLARI

Il decreto legge sulle Regionali «sana alcuni aspetti interpretativi, non interviene in alcun modo se non per consentire a 15 milioni di italiani di poter votare: una polemica su questo mi sembra singolare». Lo ha detto il ministro per il Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della Università Lum di Casamassima (Bari). Alla cerimonia partecipa anche il presidente del Senato, Renato Schifani. «Evidentemente – ha proseguito Fitto – qualcuno credeva veramente di poter fare elezioni senza avversari in due tra le più importanti regioni d’Italia, sinceramente mi sembra del tutto singolare». «Il governo si è mosso in modo lineare – ha concluso – il Capo dello Stato ha controfirmato il decreto, quindi mi sembra che siamo sulla strada giusta».

SCHIFANI: NON SI LEGITTIMA ATTACCO A CAPO STATO

"Nessuna campagna elettorale può legittimare una attacco al Capo dello Stato la cui autorevolezza e il cui prestigio è noto a tutti i cittadini italiani come garante della Costituzione e del senso alto delle istituzioni”. Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, a proposito dell’ipotesi avanzata da Antonio Di Pietro (leader dell'Idv) di impeachment per il presidente della Repubblica. “Mi auguro fortemente – ha detto Schifani – che questi toni si abbassino perchè non ve ne è affatto bisogno".Per il vicecapogruppo Pd al Senato, il pugliese Nicola Latorre, la posizione di Di Pietro sull'impeachment al Capo dello Stato «è assolutamente inaccettabile». «Napolitano continua ad operare con grande equilibrio – ha aggiunto – e garanzia per tutto il Paese». Latorre ne ha parlato a Casamassima a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Lum cui partecipa anche il presidente del Senato, Renato Schifani.

POLI BORTONE A FITTO: INDECENTE E' QUESTO PDL

"A vedere come il Pdl sta gestendo questa fase pre-elettorale verrebbe da dire che è un partito senza capo né coda: in realtà non è così, perché il capo c'è ed è Berlusconi, mentre è tutto il resto che manca". Lo dichiara Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia per Udc, Mpa e Io Sud. Replicando al ministro Raffaele Fitto che stamattina ha parlato di "polemiche indecenti", Poli Bortone aggiunge: "DI indecente in questa vicenda c'è l'assurdità del ricorso a un decreto per risolvere dall'alto dissidi interni al Popolo della libertà e una dose enorme di approssimazione che investe i vertici nazionali e regionali dei partiti". "I 15 milioni di italiani ai quali questo decreto, secondo il ministro, consentirebbe di votare – insiste la senatrice – avrebbero votato ugualmente, nel rispetto delle regole, quelle liste che hanno rispettato le norme, i tempi e le modalità stabilite dalla legge, che era chiarissima anche prima di questa toppa peggiore del buco".
"La vergogna di questo decreto – conclude Poli Bortone – fa il paio con l'assurdità della modifica alla legge elettorale per le regionali in Puglia, nella parte in cui ha consentito che un consigliere regionale potesse supplire alle firme dei cittadini per la presentazione delle liste. Una modifica voluta da un emendamento Palese-Vendola, ennesima riprova del consociativismo che unisce trasversalmente Pd e Pdl in questa regione".


 



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