Ancora sgomento e preoccupazione per quanto accaduto giovedì scorso, quando per errore è scattato l’allarme antincendio nel Teatro Petruzzelli, durante uno spettacolo. Per fortuna quasi nessuno s’è fatto prendere dal panico e alla fine perfino il concerto s’è potuto svolgere con un po’ di ritardo rispetto all’orario fissato, alla presenza di quasi tutti gli spettatori: pochi hanno preferito rinunciare. Ma cosa sarebbe accaduto se invece di un po’ di vapore, a far scattare la sirena fosse stato davvero un incendio? Erano sufficienti steward e vigilanti di servizio nel teatro ad aprire e controllare le uscite di sicurezza? A tornare in argomento su questi ed altri argomenti i sindacati del Corpo dei Vigili del Fuoco, impegnati a sensibilizzare le commissioni dei pubblici spettacoli impegnate a garantire la sicurezza degli spettatori e non solo delle strutture dove gli spettacoli stessi si svolgono.
In effetti nell’espletamento del servizio di vigilanza di giovedì 4 marzo tenutosi presso il Teatro Petruzzelli di Bari, si è verificato quanto era molto probabile che si verificasse prima o poi, visto l’esiguo numero di personale dei Vigili del Fuoco previsto per il servizio. E restiamo allo spettacolo della settimana scorsa al Petruzzelli, allorquando durante lo spettacolo, la voce automatica dell’impianto antincendio comunicava di evacuare l’edificio per motivi di sicurezza, i vigili del fuoco presenti si sono subito attivati per capire e fronteggiare l’eventuale emergenza. Ma come detto, considerata la penuria e l’esiguo numero di personale operativo, i pompieri non hanno potuto in maniera efficace gestire l’evacuazione. Motivo? Undici unità di servizio, funzionario compreso, meno le cinque unità di pronto impiego dislocate dietro il palco, lasciano le restanti cinque unità all’interno della struttura che dovrebbero assicurare il servizio su sei ordini di posti con ognuno almeno due vie d’esodo e fra il quinto e il sesto compresi, otto posti per disabili. Fortunatamente giovedì si è trattato solo di una valvola dell’impianto di riscaldamento in avaria che ha fatto scattare l’allarme dai rilevatori, e se si fosse trattato di vero incendio cosa sarebbe successo? e se anziché essere solo una parte di pubblico fosse stato tutto a spostarsi?Insomma, è bastato un falso allarme per mettere a nudo le carenze e la frettolosita’ con cui s’è dato disco verde alla riapertura del Teatro tre mesi fa dal punto di vista della sicurezza per gli spettatori, omettendo tanti altri particolari che gli stessi vigili del fuoco baresi hanno preferito sottacere, almeno per il momento. “Bisogna rivedere le decisioni adottate all’interno dei comitati che vigilano sullo svolgimento dei pubblici spettacoli a Bari”, confida uno dei responsabili per la sicurezza dei Vigili del Fuoco di Bari che coordina Cgil/Cisl/Confsal e RdB. Per il quale è giunto il momento di rivedere tutto il sistema di organizzazione e gestione dei servizi di vigilanza, organizzati solo ed esclusivamente a protezione delle strutture e non in funzione prima del pubblico. Non si può continuare solo ad economizzare sui servizi di vigilanza e sicurezza, a tutto discapito della sicurezza dei cittadini, dando ragione sulle perplessità verso chi partecipa alle Commissioni di vigilanza. Quindi è arrivato il momento, per evitare il ripetersi di brutte esperienze in questa Città di rivedere le linee guida da far adottare a tutti gli appartenenti all’Amministrazione che presenziano le Commissioni Provinciali di Vigilanza per il Pubblico Spettacolo, in modo da conformarsi a quanto già avviene da decenni in tutti gli altri Comandi. (a.d.l.)
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