Pochi mesi e venticinque anziani ospiti dell'ex Onpi di corso Alcide de Gasperi verranno trasferiti nella struttura <<Opera Pia>> di Carbonara. La struttura dove attualmente gli attempati signori risiedono, richiede infatti opere di ristrutturazione, rese ora necessarie perchè negli anni non sono state fatte quelle di adeguamento previste per la messa a norma dell'edificio. L'assessore alle politiche abitative Giovanni Giannini, dice che “Si stanno vagliando tutte le soluzioni opportune per non creare inutili disagi agli anziani”. Già, ma il problema è anche dei sessanta operatori del centro che si prendono cura da vent'anni.“Ai dipendenti della cooperativa che operano nella struttura abbiamo garantito l'affidamento del servizio fino a giugno”, afferma Giannini. Alcuni però, ritengono che non sussista una ferma volontà di salvare la casa di riposo da parte dell'assessorato.
Gli ospiti, come detto, sono venticinque a fronte dei cento posti letto disponibili. Un così esiguo sfruttamento del centro rende la sua gestione assolutamente anti economica, per cui la ristrutturazione sarebbe una via a scorrimento veloce per la sua chiusura. Questo almeno a sentire le voci che girano a Palazzo di città. L'opposizione comunale a questo punto interviene e i consiglieri Marcello Gemmato e Filippo Melchiorre ammoniscono: “Per quanto ci siano degli obblighi che impongono al Comune la messa a norma della struttura, non riteniamo opportuno sradicare degli anziani da un luogo dove vivono da decine di anni. È risaputo infatti che per un anziano, un trasferimento del genere può avere degli effetti psicologici tragici, come la depressione e in alcuni casi, la morte. Noi vigileremo attentamente sull'operato dell'assessorato perchè è in gioco la dignità e la salute di una delle fasce più deboli, ancorchè in crescita, della società”. Anche dalla maggioranza c'è chi alza il sopracciglio sulla decisione di Giannini di ristrutturare la casa di riposo sgomberandola. “Se Giannini ci viene a fornire dettagli sulla questione -dicono- allora potremmo ragionare. La struttura non è in decadimento anzi, ha bisogno solo di qualche opera per la messa a norma, per cui non sarebbe obbligatorio trasferire tutti gli ospiti. Pertanto, non riusciamo a capire le reali intenzioni dell'assessore, se questo trasferimento sia provvisorio davvero, oppure se sia solo l'inizio per la chiusura definitiva del centro. Siccome non c'è niente di più definitivo del provvisorio, aspettiamo che il collega ci dica di più”. Per quanto riguarda le polemiche del centro destra, dalla sinistra del governo cittadino dichiarano che “E' statisticamente provato che il tempo necessario per l' adattamento di un anziano ad una casa qualsiasi è di una settimana. Quindi, non è il trasferimento degli ospiti in un'altra struttura che ci preoccupa, perchè gli anziani sono in grado di comprendere certe esigenze e comunque verrebbero spostati in un luogo accogliente e predisposto alla loro cura. Ci interessa di più che il centro non venga chiuso di fatto, nascondendo tutto con la scusa della ristrutturazione”. Melchiorre e Gemmato però, non ci stanno e ribattono che “Gli anziani non sono dei pacchi e non si trasportano da una parte all'altra. Convocheremo gli assessori competenti nella relativa commissione per avere dei chiarimenti”. Per i dipendenti della cooperativa invece, dopo giugno si spegneranno i riflettori e se oggi dicono che “Il Comune aveva promesso di risolvere la questione entro marzo scorso e le promesse si mantengono”, dopo si può largamente immaginare cosa penseranno di un'amministrazione che prende tempo sulla vicenda ed anzicchè predisporre la struttura per consentirle di essere sfruttata a pieno, si sta organizzando finemente per chiuderla.
Federica Stea
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