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Nuova sede giudiziaria: i giudici decidono, ma c’è anche il Consiglio di Stato

E’ al lavoro la Commissione di Manutenzione di Corte d’Appello per decidere la nuova allocazione degli uffici e aule ancora di stanza nell’immobile inagibile e sequestrato in via Nazariantz, di proprietà Inail. I componenti della Commissione stanno valutando le offerte presentate al Comune dopo la ricerca di mercato indetta a gennaio, con la richiesta d’un immobile ampio almeno 13 mila metri quadrati e pare che nessuna delle tre offerte, come anticipato su queste colonne nei giorni scorsi, possegga i requisiti spaziali e di sicurezza per ospitare, seppure temporaneamente aule, uffici e personale addetto alla Giustizia. Una brutta gatta da pelare per il sindaco Emiliano, sul quale pende anche la Spada di Damocle del Consiglio di Stato al quale s’è rivolto un mese e mezzo fa il Commissario ad Acta incaricato dal Prefetto di perfezionare la procedura riguardante la prima ricerca di mercato indetta sette anni fa dalla precedente amministrazione municipale. Insomma, come la volti e la giri, quella dell’allocazione del nuovo palagiustizia sta diventando maeria assai scottante per quest’amministrazione Emiliano-bis. Sicchè, se davvero il Consiglio di Stato dovesse dare ragione alla Impresa Pizzarotti (l’impresa che ha vinto la ricerca di mercato del 2003 indetta da Simeone Di Cagno Abbrescia, cosa a quanto pare probabile) per realizzare la cittadella della Giustizia, Emiliano dovrebbe addirittura dimettersi. Almeno così la pensano Michele e Luigi Cipriani, rispettivamente Consigliere Provinciale del PDL e Segretario Politico del Gruppo Indipendente Libertà, in riferimento alla “farsa” edilizia giudiziaria in scena da troppi anni nella Città capoluogo sulla sede unica dei tribunali sparpagliati dappertutto. Per Cipriani padre e figlio il Sindaco ha collezionato solo “danni” e sentenze umilianti per una ostinata opposizione alla realizzazione della Cittadella da parte dell’impresa parmense, mentre a breve il Consiglio di Stato si esprimerà se la Cittadella della Giustizia si costruirà o meno. “La Cittadella della Giustizia –spieganoi ancora Gino e Michele Cipriani- rappresenta l’unica e concreta risposta all’accorpamento degli uffici giudiziari della città, una risposta che garantirebbe sicurezza e dignità ai magistrati della procura barese”. Ed è inutile ritirare in ballo il cosiddetto progetto ‘Arcipelago’ naufragato ancor prima di varcare la soglia dell’Assise Comunale, quando invece il progetto Pizzarotti prevede la salvaguardia dell’indotto economico dell’intero quartiere Libertà, attraverso la ristrutturazione e messa in sicurezza degli attuali  uffici della Procura, situati in   P.zza De Nicola. In quest’ultima struttura, infatti, si potrebbero accorpare tutti gli  uffici comunali, compresi i relativi  Assessorati, soluzione che permetterebbe, inoltre, un risparmio economico per le casse della Civica Amministrazione, non pagando i canoni per i locali presi in locazione, d’un importo complessivo di quasi 3 miliardi di vecchie lire. Con la realizzazione della “Cittadella” nei pressi dello Stadio S. Nicola, sempre secondo i due rappresentanti del Gruppo Indipendente-Libertà, si avrebbe la riqualificazione di una zona conosciuta dai cittadini baresi soltanto per il proliferare di prostituzione e malaffare.
Altri vantaggi, sempre applicando la soluzione “Cittadella della Giustizia”, li trarrebbero gli stessi operatori legali (giudici ed avvocati), senza sottovalutare la sicurezza per i giudici, gli avvocati ed i cittadini che per la collocazione di tale sede, verrebbe garantita all’intera utenza. La realizzazione del progetto affidato all’ingegner Michele Cutolo, inoltre, garantirebbe un incremento dell’attività delle maestranze e degli artigiani  locali (quasi 3 mila), attualmente in piena crisi economica per mancanza di commesse, oltre a fornire, alle attività economiche che si svolgono nell’ambito della Circoscrizione di Carbonara – Ceglie - S. Rita (da sempre emarginata dal “tessuto” urbano), un significativo impulso di riqualificazione urbano e commerciale. Le tesi dei pro e contro Cittadella della Giustizia tornano a confrontarsi nel momento in cui l’ultima parola spetta ai componenti della Commissione di Manutenzione di Corte d’Appello, la stessa, però, che nove anni fa quando era presidente Giacinto De Marco non volle ascoltar ragioni e non ebbe tentennamenti quando decise di trasferire uffici e aule penali dal vecchio tribunale di piazza De Nicola in Via H. Nazariantz…
Antonio De Luigi

 

 

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