Reati prescritti, ma confiscato il megaimpianto ex Tersan |
| Venerdì 16 Ottobre 2009 20:01 |
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La famigerata "Astronave" destinata a diventare probabilmente il più grande impianto del genere d'Europa, autorizzato nel 2000 dalla giunta provinciale al trattamento giornaliero di 800 tonnellate di rifiuti (500 di soli fanghi), tra cui rifiuti speciali delle industrie conciarie e tessili come i fanghi contenenti cromo. Come si ricorderà l’impianto progettato dalla Tersan aveva suscitato, sin dall’inizio, dure polemiche per la sua posizione, per le sue dimensioni e per il tipo di rifiuti di cui era stata autorizzata la lavorazione. Contro la realizzazione dell'impianto vi sono state diverse prese di posizione e perfino denunce pubbliche (comunicati, interrogazioni, interventi pubblici). Su tutte, ricordiamo il documento diffuso nel 2003 dal consigliere comunale di Altamura, Enzo Colonna, il cui contenuto fu ripreso, in più occasioni, da svariati movimenti e comitati del territorio dal titolo “10 domande al Presidente Vernola”: dieci interrogativi, dieci punti oscuri che in tutti questi anni hanno rappresentato il più puntuale e duro atto di accusa nei confronti di una decisione adottata con superficialità e disinvoltura; allo stesso tempo, erano dieci buoni motivi per procedere all’annullamento dell'autorizzazione da parte della Giunta provinciale di Bari che in decine di interventi pubblici abbiamo sollecitato. Ad esempio Colonna chiedeva quali valutazioni avessero suggerito l’autorizzazione al trattamento giornaliero di 800 tonnellate di rifiuti, così da far guadagnare alla Provincia di Bari il poco invidiabile primato di avere permesso, in zona protetta, la costruzione del più grande impianto di compostaggio d’Europa; perché la Giunta provinciale avesse autorizzato il trattamento di rifiuti speciali dell’industria conciaria (fanghi contenenti cromo) che notoriamente sono riconducibili a cicli produttivi lontani dalla Puglia, creando così le premesse per un sostanziale aggiramento del principio di “prossimità” (tra luoghi di produzione e luoghi di smaltimento) sancito dal Decreto Ronchi e ribadito più volte dalla Corte Costituzionale. Ma soprattutto come mai Provincia di Bari e Regione Puglia non avessero considerato che il nuovo impianto sarebbe sorto all'interno di una Zona di Protezione Speciale (ZPS) e di un proposto Sito di Importanza Comunitaria (pSIC) e che ciò imponeva, per legge e prima della sua approvazione, uno specifico studio di incidenza sull'habitat protetto. Infatti, pur richiamando espressamente il contenuto di una precedente autorizzazione provinciale del 1996 relativa all’impianto Tersan di Modugno, la deliberazione provinciale del 2000 avesse autorizzato il trattamento di rifiuti speciali (fanghi contenenti cromo, rifiuti da fibre tessili lavorate, plastica) per nulla contemplati dal provvedimento del 1996 (che si limitava a due tipologie di rifiuti speciali: fanghi biologici derivanti dalla depurazione delle acque e residui solidi delle industrie agroalimentari). Ricorda l’avvocato-consigliere Enzo Colonna (Aria Fresca): “Eravamo convinti e lo siamo tuttora che la soluzione dei problemi di natura pubblica e la gestione degli interessi collettivi percorressero le vie della Politica e dell’Amministrazione Pubblica. Queste, però, si sono rivelate vicoli ciechi, occlusi da indifferenza, insensibilità o ignavia. Le risposte da parte della Provincia, in primo luogo, e della Regione sono state incerte ed evasive, frutto di mediazioni su materie non mediabili come il rispetto della legalità e dell’interesse collettivo. Addirittura la Provincia per ben sei volte ha rinviato (alla fine sine die) il procedimento di riesame dell’autorizzazione alla costruzione che essa stessa aveva avviato!” La storia dell’impianto confiscato Alla fine è stato costretto a intervenire il Giudice penale, sicchè prima il megaimpianto in costruzione è stato posto sotto sequestro nell’ottobre 2004 su disposizione della Procura di Bari: sequestro confermato dal GIP, dal Tribunale del Riesame di Bari ed infine, nel maggio 2005, pure dalla Corte di Cassazione che aveva giudicato l’autorizzazione illegittima e l’impianto abusivo. Successivamente, nel giugno 2007 dopo circa tre anni di indagini, i Pubblici Ministeri Roberto Rossi, Renato Nitti e Lorenzo Nicastro hanno chiamato in giudizio sei persone: gli amministratori delle società Tersan Puglia e Prometeo 2000 (Silvestro, Leonardo e Claudia Delle Foglie), il progettista e direttore dei lavori (Carmine Carella), due dirigenti pubblici (Giovanni Marano del servizio rifiuti della Provincia e Luca Limongelli del settore ecologia della Regione) che avevano dato il via libera all'impianto. In estrema sintesi, i sei imputati erano accusati, a vario titolo, di aver realizzato l'impianto su un suolo del tutto inedificabile e, comunque, senza le necessarie autorizzazioni. Con tale intervento si è distrutta la bellezza naturale di luoghi compresi nell'area protetta "Murgia Alta" designata come Zona di Protezione Speciale e come Sito di Importanza Comunitaria. Il tutto – contestavano i magistrati inquirenti – sulla base di un procedimento amministrativo di autorizzazione incompleto ed illegittimo. Oggi, dunque, la sentenza emessa dal Giudice Francesco Mattiate, attesa con fiducia e che ora conferma appieno le ragioni ed i motivi delle contestazioni delle poche associazioni e dei pochi politici attenti al territorio, sollecitazioni, denunce pubbliche. “Per quanto ci riguarda, in questi anni, abbiamo già tutto detto e scritto e non abbiamo da aggiungere se non due brevi considerazioni. L’esito del giudizio non libera da gravi responsabilità politiche i vertici istituzionali di provincia, regione e comuni, che certe scelte hanno avallato e che, in questi nove anni, hanno evitato - nonostante le promesse fatte in più di una campagna elettorale e nonostante le buone ragioni della contrarietà all’impianto manifestata in più occasioni dalle popolazioni locali - di decidere sull'annullamento dell'autorizzazione che avevamo sollecitato”, la conclusione del consigliere Enzo Colonna. |
| Ultimo aggiornamento ( Venerdì 16 Ottobre 2009 20:29 ) |

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