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Donati: “Ecco perché è impossibile sequestrare le ‘fornacelle’ del lungomare’

Martedì 27 Luglio 2010 19:11

 “Combattere l’abusivismo a Bari è impossibile”. Verrebbe da pensare che il comandante della Polizia Municipale, Stefano Donati, sia un tipo poco ottimista, ma non è proprio così! Le multe a Bari vengono elevate, assicura lui, ma gli abusivi sono troppi e combatterli tutti sarebbe impensabile. Anzi, a pensarci bene sarebbe difficile anche avere a che fare con uno solo di loro, perché i venditori non autorizzati di cibo e bevande sono ben organizzati, occupano la piazza tutti insieme, si spostano in gruppi numerosi, accompagnati di solito dall’intera famiglia. E per di più, non ultimo, godono della protezione degli acquirenti, spesso clienti affezionati e quasi sempre nei dintorni, pronti a dar man forte se dovesse farsi vedere qualche divisa indesiderata in giro, magari sul lungomare cittadino. Laddove, come ormai da antica e radicata tradizione locale, pullulano indisturbati nelle lunghe serate d’estate: sequestrare la loro merce, costringendoli a chiudere baracca, creerebbe  un notevole problema di ordine pubblico, spiega ancora il comandante, con buone probabilità di giungere addirittura allo scontro fisico tra cittadini e forze dell’ordine. Molto meglio lasciar perdere! Certo, l’abusivismo alimentare, come quello commerciale, è un problema complesso da affrontare in questa Città, che richiederebbe magari l’istituzione d’un tavolo con attorno i rappresentanti delle Istituzioni ma, secondo il capo dei Vigili Urbani, gli ‘arrosticini’ fanno parte della tradizione locale, noti a Bari dalla notte dei tempi e, in tutto sommato, i baresi non sono una popolazione dal palato particolarmente raffinato. In sostanza si può anche chiudere un occhio, di fronte alla mole di leggi quotidianamente violate da questi venditori: occupazione abusiva del suolo pubblico, assenza di licenza per la vendita di cibo e bevande, vendita e somministrazione di alcolici oltre l’orario consentito e, con ogni probabilità, anche a minori, giusto per citarne qualcuna delle infrazioni mai punite. Dopotutto l’obiettivo prioritario della polizia municipale è quello di mantenere l’ordine pubblico, anche a discapito della legalità. Possibile? Ebbene si, l’ordine pubblico è divenuto la giustificazione per la negligenza nel contrastare le azioni illecite e, forse anche un’attenuante per chi commette irregolarità di questo tipo. E chissà quante altre cose potrebbero continuare il loro corso al di fuori delle legge se si ragionasse solo in termini di ordine pubblico. E allora, ma questo naturalmente Stefano Donati non lo dice, l’unico ‘ordine’ vigente a Bari sarebbe quello mafioso e le leggi da rispettare sarebbero ben altre. Ma questo, per i vigili urbani, è un problema secondario dato che la merce è ritenuta di valore economico troppo basso per essere sequestrata ed anche sottoscrivere una semplice multa sarebbe solo una perdita di tempo poiché nella maggior parte dei casi i venditori abusivi risultano nullatenenti e non temono le sanzioni. E dopotutto perché dovrebbero? Vendite e acquisti avvengono rigorosamente in nero, senza un registratore di cassa, senza uno scontrino fiscale, quindi senza un guadagno evidente e, ovviamente, senza una dichiarazione dei redditi. Tutto fila liscio nessuno accerta come sia possibile tutto ciò in una città metropolitana come Bari, mentre le forze dell’ordine non tentano nemmeno di studiare un modo per frenare il fenomeno degli abusivi che infestano il lungomare soavemente illuminato dagli schizzi delle fontane con le loro antiche ‘fornacelle’ fino a notte inoltrata. Tanto, sarebbe “…impossibile”.

 Maria Chiara Rinaldi

 

 

 

 

 



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Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Luglio 2010 19:23 )
 

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