E’ difficile contarli, ma sono davvero tanti gli operatori commerciali danneggiati dalla chiusura del cantiere per il parcheggio interrato di piazza Cesare Battisti che tempo fa hanno invaso perfino la sala Giunta del Comune per esternare i motivi della loro rabbia. Eggià, anche se pochi ci pensano più, quel cantiere aperto ormai da oltre quattro anni e che dovrebbe chiudere i lavori entro la prossima primavera, ha provocato danni indicibili ai commercianti della zona. Un’area vastissima finita sotto schiaffo con al centro quel grande cratere-cantiere costeggiato da una staccionata che, partendo da Via Crisanzio e piazza Cesare Battisti, arriva fino a Via Cairoli, via Nicolai, via Garruba, ancora più giù fino a via Roberto da Bari. E in questo quadrilatero maledetto ci sono librerie, bar, ristoranti cinesi, pizzerie, fiorai, edicolanti, negozi di fotografia, abbigliamento e tessuti, un vero e proprio campionario commerciale cittadino che da quasi due anni ha visto via via dimagrire i propri incassi. Fino, come ha fatto già qualcuno, ad abbassare per sempre la serranda. Strade bloccate, viabilità impazzita, clienti che fuggono, bilanci in rosso gli argomenti che prima il capo di gabinetto Vito Leccese e poi l’ex vicesindaco Emanuele Martinelli sono stati costretti più d’una volta ad annotare sulle loro agende dalla viva voce di quelli più arrabbiati. Che ora, almeno quelli che non hanno già chiuso i battenti, sono stanchi anche di chiedere giustizia al Comune e poi, se sarà il caso, anche all’impresa costruttrice o alla Regione Puglia. “Da quando hanno aperto quel cantiere i miei incassi si sono più che dimezzati”, ripete stancamente la proprietaria di un punto ristoro a due passi dalla condotta sequestrata tre anni fa, riaperta per deviare a mare l’acqua sgorgata al centro del cantiere. “Io ho le scadenze certe, al 30 del mese, quando vado a pagare le tasse, perchè non posso sapere quando finiranno i lavori per il parcheggio, specie adesso che la Magistratura ha messo i sigilli?” fa eco con un filo di voce un altro operatore che sta per dichiarare fallimento, dopo aver tenuto duro mantenendo in piedi la sua attività dignitosamente, per oltre trent’anni. Ma i danni maggiori, sempre a causa dei clienti che hanno cambiato strada per colpa della viabilità stravolta dopo l’apertura del cantiere, li lamentano bar, edicola e chiosco di fiori di Via Cairoli, senza parlare di una boutique che in Via Garruba ha chiuso l’ultimo bilancio a rosso fisso. Una mazzata pesante, insomma, l’ultimo sequestro del cantiere della Dec giunto tra capo e collo l’altro giorno. Una mazzata che getta ombre ancora più pesanti sull’ultimazione di lavori che sono già slittati nei mesi scorsi a causa delle crepe negli uffici dell’Ateneo e dell’acqua sgorgata dalla falda proprio al centro dello stesso cantiere.
Nel frattempo continuano le indagini
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