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Asi di Bari, assunzioni sulla fiducia del presidente…

Lunedì 06 Settembre 2010 11:50

Lettere ed esposti per allertare Istituzioni e Magistratura. Che però continuano a tacere.Il segretario Fp/Uil ha denunciato da tempo le procedure singolari seguite nell’ente di sviluppo industriale

E’ sceso in campo un paio di anni or sono il segretario della Funzione Pubblica-Uil Franco Liuzzi con esposti, lettere e denunce sul giro di favori ed assunzioni all’interno dell’azienda che gestisce l’Area dello Sviluppo Industriale. 

Ma, come ammette lui ancora adesso tra l’ironico e il faceto, i ‘molteplici gravosi impegni’ hanno certamente impedito ai capi della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti, presidenti di Giunta Regionale, sindaci, ed assessori di  riscontrare  quanto già abbondantemente esposto sull’argomento. E veniamo dunque al sodo, ricapitolando fatti dei quali questo giornale s’è già abbondantemente occupato, al contrario delle Istituzioni deputate per legge. “La questione  trattata è  importante –spiegava Liuzzi nella nota indirizzata ad amministratori e Istituzioni a fine luglio 2008- non solo dal punto di vista di corrette relazioni sindacali ma soprattutto per una trasparente amministrazione che non declama soltanto il buon governo, ma lo applica. Ragion per cui è giunto il momento di rispondere in maniera chiara e senza giri di parole”. Già, su assunzioni ed esuberi di personale nelle Asi la Regione di Vendola è intervenuta con una delibera di Giunta Regionale (n.716 del 6 maggio 2008) riguardante, appunto, la  mobilità  del  personale, con particolare riferimento agli eventuali esuberi (si tratta, infatti, di Enti pubblici economici)  ma senza minimamente preoccuparsi di esigere in cambio un piano ‘trasparente’ delle assunzioni. “A  tal  proposito –chiosava ancora Liuzzi- risulta  che solo qualche giorno dopo le mie note scritte, l’Asi di Bari procedeva a nuove assunzioni. Le domande sono sempre le stesse : Come? Perché?”. Eggià come mai assunzioni, favori e clientele continuano a dettare legge in aziende e società a capitale pubblico gestite dal Sindaco Emiliano e dal suo staff, visto che proprio il Sindaco di Bari, per chi non lo sapesse, è presidente dell’Area di Sviluppo Industriale? Nel mirino della Uil i comportamenti arroganti e a dir poco scorretti tenuti anche dal direttore Gerolamo Pugliese e dai dirigenti dell’Azienda. “Io ritengo che esigere trasparenza di ogni azione della Pubblica Amministrazione sia necessario, oltre  che doveroso per sperare di arginare fenomeni sempre in agguato di antipolitica e di degenerazione del tessuto sociale”, aveva già messo nero su bianco due anni fa, come detto, Liuzzi in una nota che rassomigliava tanto ad una dichiarazione di guerra. Stranamente ignorata finora sia dalla magistratura ordinaria che da quella contabile, come se sotto ci fossero ancora più oscuri interessi, delle solite ‘bagattelle’ per sistemare amici e parenti dei soliti, presunti pezzi grossi locali.

 

All’Asi si assumono amici e parenti, ma solo “intuitu personae….”

 

A far scattare i nervi ai sindacati il tentativo di licenziamento d’un dirigente del Consorzio ASI con la grave motivazione “dell’essere venuto meno del rapporto di fiducia”. Ecco spiegati i riflettori sull’ASI di Bari perché tutti i contatti, incontri e confronti  con la gestione dell’Ente da parte di Emiliano e Pugliese mi  hanno creato profondo sbigottimento  e inquietudine”, spiega ancora il segretario della Funzione Pubblica-Uil. Inutile dire che non è solo la vicenda del tentativo di licenziamento del dirigente dell’Ente a preoccupare il sindacalista barese, ma scoprire la disinvoltura con cui sono state assunte diverse unità lavorative l’anno scorso all’Asi, col sospetto  che le unità assunte siano in qualche modo “sponsorizzate” dall’attuale Consiglio di Amministrazione. Insomma, niente di più facile che all’Asi barese stia accadendo ciò che accade normalmente al Comune da quattro anni a questa parte, dove assunzioni ed incarichi fiduciari sono elargiti perlopiù in base a legami di parentela e segnalazioni di natura politica. Come all’Aqp, all’ex Seap, alla Bari-Multiservizi SpA, Camera di Commercio, Interporto, Amgas e negli altri enti o aziende controllate dal Comune a Bari. “Come mai non sono state utilizzate procedure ad evidenza pubblica per effettuare queste assunzioni, essendo l’ASI  un Ente pubblico? Perché il Direttore dell’Ente alla nostra formale richiesta ha risposto con spavalda sicumera:  “che vai cercando, qua si assume “intuitu personae”;   “qua non c’è mai stato un concorso”; “vai dove vuoi?”, si chiede ancora più arrabbiato di prima il segretario Franco Liuzzi. Che se due anni fa aveva giurato di andare fino in fondo e accendere i riflettori sull’ente presieduto dal sindaco Emiliano e diretto dall’ex assessore regionale del Partito Repubblicano Gerolamo Pugliese, ora sembra preso dalla stanchezza. Sconfitto, alla fine, da una vecchia volpe della politica come Pugliese, appunto, uno tornato saldamente in sella anche quando, negli uffici dell’ente deputato al recupero dell’Area Industriale, girarono altre voci e propositi di rivolgersi ai magistrati per l’assunzione del figlio d’un consigliere d’amministrazione, dimessosi dalla carica giusto il tempo dell’assunzione del figlio reintegrato come per magia nello stesso Consiglio, qualche mese dopo. Ecco come gira la giostra all’Asi con mogli e figli di papà, tutti insieme appassionatamente in un’azienda presieduta da un magistrato che si dipingeva come moralizzatore, quando invece ora dovrebbe toccare al Procuratore della Repubblica fare luce per eliminare i soliti abusi e clientele. La battaglia sulle assunzioni all’Area di Sviluppo Industriale, se l’applicazione della giustizia a Bari non fosse una variabile impazzita, potrebbe continuare.

 

Francesco De Martino

 



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