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Il caso dei coniugi Tempesta: sfrattati dai defunti

Sabato 12 Marzo 2011 14:52

Il 22 marzo saranno costretti ad andare via da casa.Una coppia di disabili da 25 anni in lotta per il diritto alla casa, intanto il comune assegna ai defunti le case popolari 

  Un uomo e una donna, due carrozzine e tanta voglia di giustizia. E poi c'è Tamara, occhi grandi e scuri. “Lei è la nostra ragione di vita. Per crescere bene nostra figlia, per pagare l'affitto di casa e far fronte alle spese di tutti i giorni, non ci bastano i soldi della pensione di invalidità”.  Giovanni e Giovanna Tempesta, entrambi disabili in carrozzina, e Tamara, la loro bimba di undici anni, il 22 marzo saranno costretti ad andare via da casa: diventa esecutivo lo sfratto per finita locazione e morosità. “È da più di un anno che non paghiamo l'affitto...da quando l'Assessore ai Servizi Sociali Abaticchio, insieme al Sindaco Emiliano, hanno deciso di tagliarci il sussidio di 400 euro che ci consentiva un'abitazione dignitosa”.  “Non vogliamo una guerra tra poveri – precisano i coniugi Tempesta – e non chiediamo che venga  sottratto ad altri quello stesso diritto per cui ci battiamo da anni (sono ormai 25 anni che i Tempesta lottano per il diritto alla casa). Vogliamo solo ciò che ci spetta: una casa dove poter vivere dignitosamente e allevare nostra figlia”.  Fino ad oggi la loro richiesta è rimasta inascoltata. Oggetto di promesse mai mantenute – prima delle elezioni, Emiliano visitò casa Tempesta impegnandosi a trovare al più presto una soluzione al loro problema – il miraggio di una casa dove “non devi convivere con la paura che venga l'ufficiale giudiziario a sbatterti fuori” sembra ancora irraggiungibile. 

 Case popolari assegnate ai defunti

 

E pensare che durante tutti questi anni, la stampa è sempre stata al fianco dei due coniugi in carrozzina. Fu proprio durante un episodio di “Striscia la notizia”, che i Tempesta denunciarono pubblicamente la presenza di circa 40 defunti (deceduti prima che il bando fosse stato indetto) tra i nominativi degli assegnatari delle case popolari nella graduatoria del 2005. Fantasmi in cerca di una dimora? No, solo la prova di una truffa perpetrata ai danni dello Stato e che potrebbe aver visto coinvolte importanti figure del panorama amministrativo pugliese. Purtroppo, nessuno sino ad oggi ha mosso un dito per accertare la verità e le cause al TAR, intentate dai due coniugi, si sono concluse in un nulla di fatto.  “Fu l'allora Assessore dell'E.R.P. (Ente Residenziale Pubblico), Giovanni Giannini, che ci fornì una spiegazione su quanto era accaduto alle graduatorie”, raccontano i coniugi Tempesta. “L'assessore ci disse che, poiché erano deceduti gli assegnatari, le case sarebbero state assegnate ai loro eredi. Ma come hanno fatto i defunti a presentare domanda di iscrizione per le case popolari? E “gli eredi” non avrebbero dovuto presentare una nuova documentazione per poter prendere possesso delle abitazioni?”. Domande a cui neanche i morti saprebbero dare risposta e che i vivi cercano furbescamente di evitare.    Secondo Comune e Assessorato, i 1400 euro di pensione di invalidità e indennità di accompagnamento che i coniugi Tempesta ricevono complessivamente al mese, parte dei quali  usati per far fronte alle esigenze legate alla disabilità (i due pagano una domestica che li assiste durante la giornata), sarebbero sufficienti a garantire loro una vita dignitosa.  “Non riusciamo nemmeno ad ottenere un alloggio popolare. Da anni partecipiamo ai bandi di assegnazione (ultimi, quelli per l'assegnazione di alloggi popolari per disabili a Ceglie del Campo) ma ci classifichiamo sempre ultimi. Secondo le normative in vigore, non fa alcuna differenza quanti siano i soggetti disabili in un nucleo familiare (uno o più di uno per il Comune non fa differenza) e non esiste un'adeguata scala di punteggio che rappresenti con criterio le reali condizioni di disabilità dei richiedenti alloggio. Per intenderci, non c'è una gran differenza tra dei disabili al 100%, come noi ad esempio, ed un disabile all'80%. Per questo, possiamo essere scavalcati in graduatoria da famiglie meno abbienti ma con un solo disabile, magari invalido all'80%, che ha una capacità motoria ed un'indipendenza superiore alla nostra”. Superati in graduatoria sia dai vivi che dai morti, alla famiglia Tempesta non resta altro che la lotta. “Siamo pronti a darci fuoco per avere una casa, tutti sono avvisati”. E chissà che da defunti non la ottengano sul serio...

 

Mirko Misceo

 

 

 

 

 

  



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