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Gli autonomisti di Palese e Carbonara incalzano il capo dello Stato

Lunedì 30 Gennaio 2012 17:20

 La protesta. I comitati tornano alla carica sulla questione del distacco da Bari delle ex frazioni 

Gli “autonomisti” di Carbonara-Ceglie-Loseto e Palese-Santo Spirito tornano alla carica sulla questione del distacco da Bari delle ex frazioni. Infatti, con una nota inviata di recente al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano, i rappresentanti dei comitati per l’autonomia delle ex frazioni, sollecitano la decisione presidenziale sul ricorso straordinario   inviato al Capo dello Stato, dopo la scandalosa bocciatura del 5 febbraio 2010, da parte della Regione, dei due disegni di legge che avrebbero reso amministrativamente indipendenti  dal Capoluogo i territori periferici di Bari, che rivendicano la legittimità all’autogoverno locale, come sancito da un fondamentale principio costituzionale. La nota inviata al Capo dello Stato riporta in calce le firme di alcuni rappresentanti dei movimenti civici, che da tempo si battono per il riconoscimento a questi territori, distinti e distanti da Bari, di una completa autonomia politico amministrativa, organizzata sotto forma di Comuni a se stanti. Come è noto, le ex frazioni di Carbonara-Ceglie-Loseto e Palese-Santo Spirito furono accorpate a Bari con un atto d’imperio, durante l’epoca fascista, quando gli abitanti di questi centri urbani non erano così numerosi come ora. Anche se, per la verità, storicamente Carbonara, Ceglie e Loseto erano già Comuni indipendenti. Mentre Palese e Santo Spirito facevano parte  rispettivamente di due distinti Comuni dell’entroterra barese, Modugno e Bitonto, da cui in precedenza erano nate come centri costieri estivi, per la villeggiatura di alcune facoltose famiglie locali.  Dal 1981 Carbonara - Ceglie – Loseto e Palese – Santo Spirito sono due distinte Circoscrizioni amministrative del comune di Bari, e vantano rispettivamente oltre 40 mila abitanti una, e più di 30 mila l’altra. Nel settembre del 2005 due consiglieri regionali dell’epoca, Luigi Loperfido e Simone Brizio, presentarono delle proposte di legge per la costituzione di 5 nuovi Comuni in Puglia, tra cui quelli delle innanzi citate ex-frazioni di Bari. L’istruttoria della VII Commissione “Affari Istituzionali” su tali disegni di legge fu favorevole soltanto per i due progetti che riguardavano il distacco da Bari delle menzionate Circoscrizioni, che risultano avere tutti i requisiti normativi per essere erette a Comune. Nell’ottobre del 2007, infatti, il Consiglio regionale deliberò il referendum consultivo delle popolazioni interessate al distacco. Referendum svoltosi, poi, il 19 aprile 2009 con esito positivo per il distacco da Bari di entrambe le Circoscrizioni. A tale risultato, però, non si è mai arrivati, sebbene tutti gli organi regionali preposti alla relativa istruttoria abbiano sempre dato all’unanimità parere favorevole. Infatti, il Consiglio regionale, nella seduta del 5 febbraio 2010, clamorosamente ed immotivatamente, bocciò a scrutinio segreto entrambi i disegni di legge, che avrebbero reso amministrativamente indipendenti dalla Città capoluogo le due comunità oggi  periferie di questa. Ma l’annosa questione del riconoscimento a tali territori dell’autonomia comunale è però tutt’altro che dimenticata dalle popolazioni interessate ed i numerosi problemi aperti dalla scandalosa bocciatura dei due disegni di legge sono anch’essi ancora irrisolti. Infatti, è tuttora pendente innanzi il Capo dello Stato un ricorso straordinario dei comitati civici per l’autonomia che hanno eccepito un difetto di legittimità sulla bocciatura di quei disegni di legge.  Una bocciatura che, come si ricorderà, fu dovuta alla pesante ingerenza del sindaco di Bari, Michele Emiliano, su diversi consiglieri regionali di centrosinistra e, in particolare, del Partito democratico di cui lo stesso Emiliano  Ã¨ presidente regionale. Una vicenda che tutt’ora produce strascichi e forti malumori tra le popolazioni interessate al distacco, che si sentono “scippate” di un diritto legittimo, garantito persino da un articolo della Costituzione della Repubblica italiana, che però è stato  clamorosamente calpestato proprio in Puglia dove, alla guida della Regione c’è un governatore, Nichi Vendola, che tanto ama definirsi “Tutore e paladino dei diritti dei cittadini”.

 

Giuseppe Palella

 

 

 

 

 

 



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Commenti  

 
-3 #5 Gaetano 2012-02-03 07:59
Se è vero che che in 1 e 4 circoscrizione ci sono tantissimi baresi venuti volontariamente a risiedere in questi territori,è anche vero che esiste da tempo immemorabile una moltitudine di gente che è nata e vive ancora lì.Ricerca di poltrone? A dire il vero il poltronifico è di stanza in corso V.Emanuele a Bari dove da tempo il nostro caro Sindaco "divide et impera" Assessorati, Municipalizzate ecc.
La questione da risolvere è solo una : fu lecito il voto del 5 Febbraio 2010 in Regione? Se da Roma risponderanno positivamente gli autonomisti ne prenderanno atto,punto e basta. In democrazia egregi signori 7000 cittadini che hanno votato si al distacco hanno diritto di avre una risposta definitiva sulla questione altro che ....basta !!!!!!
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+2 #4 nicola 2012-02-01 13:51
ma questi autonomisti con quale pretesa vogliono decidere per conto di tutti i cittadini di palese santo spirito e carbonara ? ma lo sanno che in queste zone ci sono tantissimi baresi in molti casi costretti ad emigrare dal centro citta e sono la maggioranza della popolazione ? cosa dobbiamo fare rinunciare a essere noi stessi e per cosa per un nuovo piccolo fantomatico comune ? e giunta l ora che i cittadini si sveglino per difendere i nostri diritti non subiamo tutto passivamente
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-2 #3 dom_anac. 2012-01-31 14:28
Caduti dalla padella alla brace! Se nella seduta del 05 febbraio 2010 il consiglio Regionale Pugliese (dove si presumeva comandasse Niki Vendola, l'incantatore di polli) si è prostrato dinanzi all'arrogante ingerenza di un "piccolo boss" della politica locale come Michele Emiliano, figuriamo oggi che vi rivolgete ad un Presidente (l'on. Napolitano) che ha fagocitato ed attuato un colpo di mano a danno della democrazia parlamentare, se Costui potrà dare risposte democratiche, che affermino il diritto sacrosanto dei cittadini di decidere da chi farsi scorticare. Ed è proprio Michele Emiliano, l'ex pm sindaco di Bari, lo scorticatore che non vuole mollare la presa sugli interessi non proprio legittimi e trasparenti che ha sui territori delle ex frazioni, che vogliono l'AUTONOMIA comunale!!!!!
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+2 #2 michele 2012-01-30 19:50
ma finitela una volta per tutte con questa telenovela. Siete solo alla ricerca di poltrone e non siete nemmeno in grado di considerare la situazione di crisi in cui si trova il paese.
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+2 #1 FERRO 2012-01-30 19:27
MA QUALE POPOLAZIONI...LO VOLETE CAPIRE O NO CHE SONO SOLO POCHE MIGLIAIA DI PERSONE IN ENTRAMBE LE CIRCOSCRIZIONI??? PER FAVORE...BASTA!!!!
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