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La crociata per gli invalidi civili: “L’Inps faccia l’ente erogatore…e basta!”

Maledetta burocrazia, specie se interessa l’Inps e i calvari che ciclicamente debbono sopportare gli anziani per il riconoscimento dei loro diritti dopo la pensione. Cioè dopo una vita da impiegati. Nicola Tenerelli, coordinatore pugliese del Partito  Pensionati e Invalidi è tornato in campo contro l’Istituto Nazionale di Previdenza che ha negato il pagamento dell’assegno di assistenza, in particolare, ad un invalido civile a cui il Comune di residenza aveva riconosciuto il reddito minimo. In linea generale, infatti, l'Inps ha solo il compito di provvedere al pagamento mensile dei trattamenti economici e solo in  alcuni casi, a seguito di specifici accordi, le Regioni possono demandare all'Inps stesso il riconoscimento amministrativo della prestazione di invalidità civile. In Puglia, a quanto sembra, l’INPS questo riconoscimento lo ritarda, rimbalzando la responsabilità ai comuni competenti. Ma l’ente erogatore, per Tenerelli, arrogandosi un compito che non possiede, continua a rifiutare i pagamenti coi soliti cavilli fiscali. Infatti  a moltissimi invalidi civili per una sua interpretazione sul reddito da assumere a parametro per la concessione dei benefici, l’Inps ha negato il riconoscimento della prestazione. L’interpretazione del Ministero dell’Economia  è stato quello di assumere il reddito complessivo come riferimento per il limite del reddito che da diritto all’assegno di assistenza o a quello di inabilità. Ma l’Istituto di Previdenza continua su una direzione diversa da quella prevista dal Legislatore. Per  Nicola Tenerelli, che è anche commercialista ed esperto in materia fiscale e tributaria,  non deve essere preso in considerazione il reddito complessivo, bensì il reddito imponibile ed ovviamente la differenza è sostanziale. E lui stesso fa anche notare che il reddito complessivo è rappresentato dalla somma di tutti redditi che non siano esenti per legge dal calcolo IRPEF (terreni, fabbricati,  prima casa,  lavoro dipendente e assimilati,  impresa, ecc.). E’ il reddito  totale su cui solo successivamente si calcola il reddito imponibile deducendo il reddito della prima casa, gli oneri deducibili (es. spese di assistenza handicap) e le deduzioni per la progressività dell’imposta.
Il reddito imponibile  è invece quello su cui si calcolano le tasse dovute all’Erario. E’ la risultante  della sottrazione  dal reddito complessivo degli oneri deducibili e del reddito della prima casa. Insomma, in parole povere, è il reddito che rimane effettivamente  disponibile al contribuente. “La mia contrarietà –spiega il segretario regionale del partito pensionati e Invalidi, candidato alla regione a marzo- è che quanto assunto dall’INPS e dal Ministero dell’Economia,  interpretando letteralmente la norma del 1980  è al reddito imponibile che ci dovrebbe riferire  per il riconoscimento dei benefici agli invalidi e non a quello complessivo”. Di questo avviso è stato anche il Consiglio di Stato (parere  n. 2283 del 14 febbraio 1990) che ha ribadito come “il limite di reddito per le provvidenze  a  favore degli invalidi va determinato con riguardo ai redditi che concorrono a costituire la base imponibile ai fini dell’IRPEF”.  L’Inps non dovrebbe entrare nel merito delle questioni, da Ente erogatore che esegue il pagamento di quanto disposto dalla Regione o dal Comune.
E’ quasi superfluo sottolineare un altro ‘svarione’ dell’Inps, in quanto la pensione d’invalidità civile  non è una prestazione previdenziale, ma  assistenziale e quindi con questa interpretazione assurda non vengono dedotte dal reddito nemmeno le spese di assistenza specifica sostenute proprie a causa della disabilità. Non è invece superfluo sottolineare che questa prassi amministrativa, contro la quale si scaglia Tenerelli, che molti invalidi con le loro firme diano la possibilità al Partito Pensionati e Invalidi di intentare un ricorso su scala nazionale contro una prassi che comporta l’esclusione dalla concessione delle provvidenze economiche di molte persone disabili. “Invito tutti gli invalidi della Puglia a firmare la petizione nel momento che il Partito Pensionati e Invalidi presente in Puglia organizzerà gazebo per la raccolta firme”. Una battaglia per il diritto degli invalidi ad avere la prestazione economica, affinché l’Inps faccia l’Ente erogatore e non quello amministrativo che è di competenza dalle istituzioni indicate dalla Regione. (fdm)

 

 

Commenti  

 
0 #1 Claudio Alpaca 2010-04-26 16:44 L\'interpretazione è giusta nel senso che deve intendersi l\'imponibile IRPEF (tale il significato dell\'accezione redditi assoggettati ad IRPEF anche secondo la Corte di Cassazione).Peraltro la Guida INPS sulla disabilità aggiornata ad aprile 2008, a pagina 17, disponde doversi prendere in considerazione quale limite reddituale \"esclusivamente l\'imponibile IRPEF\". Tuttavia l\'INPS continua a mietere i diritti degli invalidi civili, assumendo quale fonte di diritto il D.M.553/1992, che fu emanato solo ai fini della scelta tra pensione d\'invalidità civile ed altra pensione a sensi della Legge 407/1990 e rimane oggi in vigore per le invalidità civile parziali.
Estendere una norma a diversa fattispecie è illeggittimo e costituisce violazione della stessa legge 33/1980, che parla di redditi assoggettati ad IRPEF.

Pieve di Teco, 26.4.2010 Claudio Alpaca

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