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Fanno gola gli ottanta mq dell’ex caserma Rossani

Da sempre le aree circostanti all’ex Caserma Rossani sono attanagliate da immissioni acustiche da traffico e da smog che rende l'aria irrespirabile e cancerogena anche per la sosta di decine di pulmans. Perchè ci spaventiamo di avere un gran parco come “Villa Borghese” “Bois de Boulogne”, “Hide Park”, “Central Park”; sono o non sono polmoni verdi nel cuore delle città ? Addirittura l'architetto Renzo Piano vuole progettare un bosco: una settantina di alberi in Piazza del Duomo a Milano. E a Bari? Al Parco 2 Giugno il Sindaco Emiliano non molto tempo fa, dopo aver comunicato l'acquisizione della Caserma  Rossani al patrimonio civico, illustrò ai cittadini un progetto per il  cosiddetto Parco Rossani che prevedeva, oltre alla Stazione dei Carabinieri, Presidio dei Vigili del Fuoco, Casa dello Studente,  Casa delle Associazioni, Casa dell'altra Economia, Ostello della Gioventù, Sede della Circoscrizione, Centro Polifunzionale ed espositivo, una piazza coperta, Botteghe artigiane, Atelier, punti di ristoro, servizio di connessione wireless, punto vendita per turisti, internet Point, caffè letterario, ristorante slow food, anfiteatro, e parcheggio sotterraneo. Insomma, tanti siti dove far confluire tutti i bisogni sociali; ma proprio nella Rossani, come se a Bari non esistano altri contenitori? La Caserma Picca, o tanti altri manufatti abbandonati o immobili sequestrati alla criminalità, potrebbero contenere “qualsiasi sogno” ! Vi è di più, i cittadini intervenuti nel dibattito, portatori di ogni esigenza socio-culturale, aprirono il loro libro (o meglio l'enciclopedia dei sogni) esprimendo i loro desideri: mercatini, zone per la meditazione indiana e di aggregazione per i giovani impegnati nelle attività culturali e di volontariato e in  tante altre iniziative. Ma tutto ciò può ancora chiamarsi Parco? E tutto ancora senza alcuna pianificazione economico-finanziaria, nè si sa a carico di chi sarebbero  gli oneri di gestione e manutenzione.

La Rossani che vogliamo

L'area ex Rossani è di 80 mila mq. ed  il progetto del Comune prevede l'80% a verde e il 20 % di cubature ma, nell'incontro al Parco 2 Giugno, l'Assessore al verde dichiarò che ben 40 mila mq sarebbero stati destinati a verde e solo il resto a cubature; forse, poco pratica con le percentuali, dimentica che 40 mila mq non sono più l'80 % a verde e che con i sogni si arriverebbe poi a stravolgere il tutto con l'80 % di cubature. Quindi prenderemo l'auto e cercheremo il verde a lama Balice. Chi si sta occupando da tempo dell’area Rossani sono i componenti del Comitato Civico ‘Pro Civitate’ di Uggenti e Di Bello. Che hanno le loro idee e proposte. Per esempio: la palazzina Comando (Liberty) potrebbe essere salvata con poche altre strutture. L'auspicabile parcheggio multipiano per auto e bus, sottostante il parco, dotato di adeguati aspiratori, potrebbe collegare i pedoni con tapis-roulants a P.zza Moro per il rilancio del commercio del centro. Moderni interventi trasformarono il tessuto urbano di  grandi città come Barcellona influenzandone altre come Salerno, Genova, ecc. Persino Mola contattò il noto architetto-urbanista Bohigas per ridisegnare il lungomare e parte della città. Pro Civitate, naturalmente, non vuole che la Rossani diventi il “paese dei balocchi”, ma semplicemente un pezzo integrato urbanisticamente con il resto della città. La cosa più intelligente da fare? Aprire un confronto il più ampio possibile fra tecnici: urbanisti, architetti, geologi, naturalisti, botanici, trasportisti, esperti del traffico, scenografi, idraulici, illuminotecnici, sociologi, psicologi, pedagogisti, economisti per elaborare una o più soluzioni possibili con la supervisione di un valido architetto che dovrebbe calcolare precisi equilibri (canonici e oggettivi) tra le troppe e fatiscenti cubature esistenti da abbattere  (quasi il 50  % dell'area), e gli spazi aperti da incrementare. Nel testo “Linee guida per la progettazione degli spazi verdi urbani” gli autori: Ressi, Paolo and Sorrenti, Luca Marco (Facoltà di Architettura Politecnico di Torino), affermano che il verde, grazie alla sua capacità di assolvere a numerose funzioni dello spazio pubblico, può intervenire nella realizzazione delle città non più come semplice arredo, ma come strumento urbanistico di primaria importanza nella rigenerazione urbana. Infatti, i parchi, oltre ad aumentare il livello di qualità estetica della città, introducendo colori, profumi e dando forma al paesaggio, assolvono anche ad altre importanti funzioni: –ecologiche e sanitarie (riducono la pressione provocata dai fattori di inquinamento atmosferico, migliorano e rendono più salubre il microclima, accrescono il valore ecologico e di biodiversità dell'ambiente urbano; –sociali (favoriscono le relazioni e la coesione della comunità); –ricreative e culturali (legate alle esigenze dei cittadini di giocare, praticare attività sportiva, rilassarsi e contemplare la natura, imparando a conoscerla, a viverla e a rispettarla).

Ma il Comune di Emiliano ha ben altre intenzioni

Dulcis in fundo, si è appreso da poco che l'Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune Marco Lacarra sta raccogliendo proposte di privati per la ristrutturazione dei primi plessi” e quel sito, (come affermato candidamente), “sta attirando parecchie attenzioni”. Si è fortemente preoccupati perché le lobbies dei costruttori, che via via si affacceranno, capaci di esercitare “le opportune pressioni”, avranno tutto l'interesse di affogare il verde con il cemento snaturando il concetto di Parco. Una volta accontentati, l'Amministrazione procederà poi ad offrire il regalino ai cittadini del  più volte sbandierato “bando-concorso di idee per un progetto europeo di riqualificazione complessivo”, ma di complessivo urbanisticamente valido ne resterà ben poco; forse per salvare la faccia si pianterà qualche albero e un po' di verde nelle aiuole e Bari sarà condannata a restare città provinciale e retroguardia per qualità della vita.  Se la Pubblica Amministrazione continuerà a restare inerte per il comitato civico barese bisognerà mobilitare la cittadinanza e i movimenti che hanno veramente a cuore il verde nella nostra città. A proposito, che ne è del progetto e dei fondi già stanziati per i lavori di realizzazione della Sede della VI Circoscrizione nell'area della Rossani? Insomma, Pro-Civitate resterà vigile per evitare scempi urbanistici e difendere la qualità della vita dei cittadini baresi.

Antonio De Luigi

 

 

Commenti  

 
+1 #1 marisa 2010-03-09 20:53 Da Emiliano ci aspettiamo solo cementificazion e .Chissa' se conosce la bellezza di un parco. Citazione
 

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