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Vigili del Fuoco in più per il Petruzzelli…ma la sicurezza nei teatri minori?

Sette giorni fa, poco prima dell’esecuzione di Carmina Burana, al Petruzzelli scattava l’allarme antincendio. Pochi minuti dopo il responsabile della squadra dei Vigili del Fuoco in servizio presso il Politeama rassicurava il pubblico : Trattandosi di un falso allarme si poteva tornare in sala. Si scopriva poi che a far scattare l’allarme era stata la fuoriuscita di vapore acqueo da una valvola difettosa dell’impianto di climatizzazione. Sorvolando su come la valvola di un impianto di climatizzazione che si immagina della più alta qualità possa deteriorarsi dopo appena tre mesi di vita – e non più di un centinaio d’ore di finanziamento – veniamo alla nuova polemica che ha per oggetto il massimo teatro cittadino. Undici Vigili del Fuoco, compreso il loro responsabile, bastano a garantire la sicurezza di una struttura capace di ospitare oltre mille persone? I rappresentanti sindacali del Corpo hanno sollevato il problema : Che sarebbe successo in caso di incendio vero? E già si parla di rivedere il sistema di vigilanza sotto accusa per il fatto d’essere pensato “a protezione più della struttura che del pubblico”. Allora, che sarebbe successo in caso di “incendio vero”? Che bella domanda. Naturalmente c’è incendio e incendio. C’è quello che divampa improvvisamente e quello che si sviluppa poco a poco. Ma,  a parte ciò che riguarda fondali, oggetti di scena e quinte (dietro cui sono presenti ben cinque uomini), cosa al Petruzzelli – dove tutto è ignifugo – può giustificare lo sviluppo di un fuoco improvviso e vorace? E un focherello che avesse bisogno del suo tempo per diventare pericoloso, una volta immediatamente segnalato dai sensori potrebbe essere neutralizzato anche da due soli Vigili. In ogni caso una sollecita evacuazione, a parte un comprensibile spavento, non dovrebbe procurare altro danno alla massa degli spettatori. E qui ci pare il caso di riflettere su come ha reagito il pubblico giovedì scorso. Alla notizia, diffusa da una voce registrata e che una sirena a intermittenza accompagnava, i più si sono guardati l’un l’altro. “Ma è uno scherzo?”, qualcuno ha sussurrato incredulo. La cosa un poco ci ha fatto pensare alla faccenda del Titanic. Quando a bordo si diffuse la voce che l’immensa unità stava affondando, la maggior parte dei passeggeri non prestò fede – almeno inizialmente – a ciò che parve uno scherzo di cattivo gusto (lo slogan della White Star Line, la compagnia di bandiera, parlava di “unica nave al mondo inaffondabile”). Ora, nessuno pretende che il Petruzzelli sia invulnerabile poiché contro il pazzo o il kamikaze non esiste rimedio, ma il buon senso vuole che – così come nel caso del  cancro – una minaccia di fuoco affrontata per tempo può al massimo far saltare uno spettacolo, non correndo rischi né la folla né la struttura con un impianto di rilevazione di quella efficienza. Di qui la totale assenza di panico di cui la settimana scorsa siamo stati testimoni nella fase di evacuazione del teatro. Certo, si può considerare l’idea di rinforzare le squadre di vigilanza, portare la presenza dei Vigili del Fuoco da undici a venti, trenta elementi, ma perché dirottare tanta attenzione solo verso i giganti dello spettacolo (si sono anche il Piccinni e il Kursaal) e trascurare le piccole strutture? Ve n’è alcune che sono molto, molto a rischio… Lo sanno gli stessi Vigili del Fuoco che a quelle strutture hanno riconosciuto l’agibilità. Eppure non si è mai visto un Vigile del Fuoco all’interno dei vari Purgatorio, Barium, Duse, Piccolo, Di Cagno… Teatri ‘minori’ direbbero in alto loco. La Legge non è uguale per tutti.
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