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In un libro di prossima pubblicazione a firma di Giovanni Lafirenze a proposito di bonifica bellica e di cui abbiamo avuto il privilegio di leggere le bozze, si impone tra le “memorie ignorate” la testimonianza di un soldato pugliese. Reduce dal campo di prigionia, il giovane rimette piede a Gravina nel 1944. Ritrova indenne la sua “amata” città, non il territorio. “I soldati tedeschi avevano infestato le nostre campagne di quei congegni assassini che con calma attendono d’imbattersi in qualche sventurato pastore, agricoltore o di un semplice gruppo di ragazzini in festa…”. Campi minati sulla Murgia? Quando da noi si parla di seconda guerra mondiale la mente corre solo all’agguato della notte di Taranto, ai rovinosi bombardamenti di Bari e Foggia e all’eccidio di Barletta. Invece l’ultimo conflitto interessò, e pesantemente, anche le aree più periferiche della nostra regione, come la Murgia. Dopo l’8 settembre il V Corpo d’armata britannico aveva conquistato l’aeroporto di Gioia. Per impedire che da quello scalo decollassero bombardieri verso il nord Italia, i Tedeschi dislocarono tra Gravina, Altamura e Spinazzola la 14esima Divisione Paracadutisti. L’azione di contrasto provocò ripetuti bombardamenti aerei dall’una e dall’altra parte sui centri murgiani. Alla fine le forze germaniche dovettero ripiegare. Nell’abbandonare - tra requisizioni e danneggiamenti - Altamura, Gravina, Santeramo e Spinazzola, i Tedeschi difesero l’opera di ripiegamento lasciandosi alle spalle ettari di campi minati. Su quegli ordigni sono saltati in tanti, alcuni morendo, i più restando mutilati a vita. Chi scrive ha memoria, verso la fine degli anni cinquanta, di un grande cartellone esposto nella migliore evidenza nell’atrio di una Scuola Elementare del capoluogo dove, a pastello, era rappresentato un bimbo dall’aria mogia, monco d’una gamba e sorretto da una stampella. Ai suoi piedi, cubitale, una scritta ammoniva : “Se vedi questi oggetti, non toccare! Avvisa subito i tuoi genitori”. L’immagine, già funesta, era poi contornata dalla riproduzione dei modelli di mine antiuomo in dotazione ai Tedeschi. Quante vite avranno salvato quei cartelloni? A quanti innocenti avranno risparmiato lo strazio d’un’amputazione? Molti, pensiamo. Perciò dietro i tanti successi – sulla Murgia e altrove – degli uomini del reparto BCM (Bonifica Campi Minati) c’è stata pure la prudenza, la tempestività di un bambino. Adesso sulla Murgia non ‘salta’ più nessuno, ma siamo sicuri che l’area sia stata ripulita al 100%? L’esperienza BCM dice che solo un’azione capillare ed affidata ad esperti garantisce la sicurezza. Ciò è avvenuto nell’area murgiana? Inquieta il pensiero di minuscoli strumenti di morte sprofondati nel terreno ma suscettibili d’essere dissotterrati da una ruspa, un trattore, una motozappa…
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