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Delfino:Lieto e curioso, ma così fragile

Mercoledì 28 Luglio 2010 19:15

Nel suo ‘Periegiesi della Grecia’, Pausania, scrittore e geografo greco vissuto intorno al II secolo dopo Cristo, racconta che lo spartano Falanto, soccorso da un delfino dopo il naufragio della sua nave fu da quella creatura trasportato sulle coste pugliesi ; depositato sulla battigia dell’attuale città dei due mari, Falanto fondò poi Taranto. Presso il Museo Archeologico di Taranto è conservato uno statere d’argento che riproduce l’eroe spartano a cavallo di un delfino. Su una moneta dell’era precristiana rinvenuta a Bari è riprodotta l’immagine di un delfino. Nell’araldica pugliese il delfino ricorre spesso, segno che il rapporto fra la nostra regione o per meglio dire tra il basso Adriatico e lo Jonio occidentale e questo cetaceo è sempre stato stretto. Ancora oggi non è difficile al largo delle coste salentine avvistare branchi di delfini, tant’ è che molti operatori turistici di casa nostra includono nei loro pacchetti anche escursioni al largo per andare ‘a caccia’ di delfini. Si tratta naturalmente di ‘safari’ incruenti avendo per oggetto la speranza di avvicinare queste splendide creature. Ma attenzione, mettono in guardia gli esperti, l’approccio al delfino deve sempre avvenire nel rispetto d’un severo codice di condotta essendo questa creatura nel suo habitat altra cosa che la creatura con cui è tanto facile familiarizzare in un acquario. E’ vero, il delfino è per natura lieto e curioso ma se non abituato all’uomo può patire stress, per esempio quando un gommone, dopo l’avvistamento, procede ad un brusco cambio di rotta accompagnato da altrettanto brusche accelerazioni e decelerazioni. In mare, piuttosto che essere avvicinato (specie frontalmente), il delfino ama avvicinarsi. E una volta che il cetaceo si sia fatto dappresso, mai ostacolare la sua rotta o gridare, emettere suoni con apparati per segnalazioni acustiche, mai utilizzare flash. Usando queste cautele è possibile che il delfino si avvicini anche ad un metro dall’imbarcazione. Ebbene, in questo caso è buona norma resistere alla tentazione di toccarlo o, peggio ancora, di dargli da mangiare. Molti, presi dall’emozione, si tuffano per cercare l’interazione, il gioco. Anche questo gesto, pur dettato dai più nobili sentimenti, può tornare nocivo all’animale . Gli escursionisti, infine, dovrebbero stare attenti a non separare mai un branco. Tante cautele, che possono a tutta prima sembrare eccessive, si giustificano con la particolare sensibilità di questa specie. Dietro lo spiaggiamento di molti delfini, fenomeno doloroso che non esclude la Puglia, si può leggere anche lo stress o addirittura lo choc patito da un animale per effetto di un avvicinamento non ortodosso o addirittura di un modo criminale di ‘scherzare’. I dati in nostro possesso (1996 – 2001) dicono che sulla costa della provincia di Bari si sono piaggiati 18 esemplari di delfino comune ; nello stesso periodo, 4 casi sulle spiagge garganiche ed 8 su quelle salentine.

italointeresse@alice.it

 

 



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