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Deep Purple, l’accademia dell’hard rock

La recente tragedia occorsa in Germania in occasione d’un mega raduno musical giovanile deve far riflettere intorno alle caratteristiche dei contenitori preposti a questo genere di eventi. Per vedette di caratura internazionale possono funzionare con sufficiente sicurezza solo stadi e palasport, e limitatamente a quella parte della folla collocata sulle gradinate ; già il terreno di gioco è a rischio essendo pensato per il movimento e l’eventuale evacuazione di non più d’un centinaio di persone. Le grandi piazze possono trovare nelle vie che vi confluiscono agevoli vie di fuga, ma dove trovare posto in loco a qualcosa come un cinquemila autovetture? Con strade intasate da auto in doppia fila, mezzi di soccorso non transitano con facilità. Non meno inadeguati sono gli spazi incolti ai margini dei centri abitati. Si prestano al posteggio selvaggio e al rischio per lo spettatore – col buio serale - di incappare in un sasso, una buca, un dislivello. Martedì sera ad Ostuni erano di scena i Deep Purple, per il che circa diecimila spettatori si erano dati convegno al Foro Boario. Orario d’inizio : 21,30. Orario rispettato. Peccato che solo alla 22,00 tutti i paganti abbiano potuto fare ingresso. Questo perché il Foro Boario di Ostuni non gode di indicazioni, non dispone di un parcheggio. E le poche vie d’accesso non sono illuminate. Abbiamo visto sulla non lontana Ostuni-Villanova non meno di mille autovetture posteggiate ai margini della carreggiata e i ritardatari brancolare nel buio interrotto solo dai fari della auto in transito in cerca di una strada, un viottolo per raggiungere il luogo da cui provenivano note inconfondibili. C’è mancato poco che qualcuno venisse investito (mettiamo in conto anche l’attraversamento della strada). E allora, non sarebbe il caso che in avvenire le Autorità competenti, con la stessa severità con cui dichiarano agibili uno stadio o un teatro, stabilissero i parametri di sicurezza per un contenitore estivo per il rock? Parametri che dovrebbero chiamarsi numero di metri quadri disponibili a spettatore, vie di fuga, servizi e viabilità. Promosso quanto ad agibilità interna (vi potrebbero entrare anche centomila persone), il Foro Boario di Ostuni andrebbe bocciato senza appello per quella esterna. Ciò detto, veniamo al concerto. La seconda volta dei Deep Purple in Puglia dopo lo spettacolo tenuto due anni fa al palasport di Andria ha confermato la irriducibilità di un pubblico di nostalgici e di giovanissime leve cresciute nel nome di un mito. Deep Purple prevedibilmente energici hanno adeguatamente ripagato i loro fans. Deluso è rimasto invece chi si aspettava l’altisonanza del palcoscenico sul modello U2 o Vasco Rossi. Fedeli all’etichetta dell’hard, i Deep Purple hanno rinunciato a scenografie, maxi schermi e arzigogolati light design. Nei primi anni settanta il rock non aveva bisogno di orpelli per imporre una cifra musicale limpida e solida.

 

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