L'oroscopo di oggi

 

La Shoah non è una cosa che si mangia

Venerdì 27 Gennaio 2012 15:47

Da ogni parte si sollecita l’attenzione soprattutto di ragazzi e giovani verso il tema dell’Olocausto

Tenere in vita un monito oltre che un ricordo, questo il succo delle tante iniziative legate al tema della Shoah in corso nel capoluogo. Ieri per esempio si sono tenuti tre eventi, due in mattinata (Sala Consiliare Palazzo di Città : ‘Alfredo Violante, un giornalista pugliese da Milano a Mathausen’ ; Palazzo Sagges : ‘Memoria storica e Web : Judaica European’), l’altro al pomeriggio nel Salone degli Affreschi dell’Ateneo dove la lettura di pagine scelte è stata accompagnata dall’Ensemble Apulian Music). Folta in ogni circostanza la presenza degli studenti delle Medie Superiori. Quanto però alla ‘qualità’ di questa presenza... Meglio stendere un velo su alunni soddisfatti più che altro d’aver saltato ore di lezione. Alunni distratti dinanzi a documenti inoppugnabili. Parlavano del terremoto in nord Italia (‘Magari capitavamo noi! come niente era un mese di scuola di meno...) o del recentissimo agguato mortale al Quartiere San Paolo, mentre qualcuno raccontava l’ultima barzelletta sul Comandante Schettino. Una curva dell’attenzione in caduta libera dopo appena una decina di minuti per effetto di un pensiero in volo verso distributori automatici, bar, rosticcerie... Un clima di malcelata noia in cui non fa meraviglia che a un certo punto un ragazzo si metta a catturare l’attenzione dei compagni diffondendo a bassa voce la buona novella : A Brooklyn, un piccolo comune USA situato nel Connecticut, un fast food lancia l’hamburger con carne di squalo al modico prezzo di dieci dollari!... Che sta succedendo? Forse la spiegazione sta negli esiti di un sondaggio condotto in Germania : Il 21% dei giovani sotto i trent’anni ignora cosa sia accaduto nei campi di concentramento nazisti. In soldoni, un ragazzo su cinque non sa che vuol dire Shoah. Stiamo parlando degli stessi giovani che con leggerezza disarmante coprono banchi e cartelle di croci uncinate, nell’idea che l’antico simbolo solare adottato dai nazisti sia una decorazione alla moda. Giovani che si salutano alla maniera di Mussolini pensando che ciò faccia tendenza, che allo stadio si uniscono a cori infamanti.... E poi ci sono i giovani che pur sapendo cosa fu l’industria della morte voluta da Hitler ci sbadigliano sopra allo stesso modo che a proposito di idi di marzo, rivoluzione francese, guerre d’indipendenza. Cose del passato... fanno spallucce. Affatto sensibili al tema della legalità, si contentano di valori scadenti e contraddittori che trovano sintesi nella ben condivisa legge del più forte. Nel tepore dell’entusiasmo di questi ragazzi, nella loro indifferenza, nella loro insofferenza e infine, in alcuni casi, nella manifesta ostilità al cospetto di queste lodevoli iniziative non è difficile leggere l’imbarbarimento in atto.

Italo Interesse 



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