Ridi pagliaccio... e porgi l’altra guancia |
| Martedì 07 Febbraio 2012 14:45 |
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Non fare il pagliaccio, sei un buffone...! Quando si vuole denigrare qualcuno gli si dà del clown. Dovremmo invece essere grati a questi personaggi pure quando, spogliati dei panni circensi, li ritroviamo in ruoli ridicoli al cinema, in tv, al teatro. Quello che fa ridere, che si prende le torte in faccia fa in qualche modo da parafulmine alle sventure altrui, svolge una unzione socialmente utile. Ridendo del proprio dolore (pregresso e senza il quale non si ritroverebbe col viso imbiancato, il naso rosso, i trucco pesante e la veste multicolore) egli solleva il cuore di milioni di vinti, di frustrati, insomma di mancati clown. “Ridi pagliaccio e ognun t’applaudirà ... ridi del duol che t’avvelena il cor”, canta Canio nella celebre opera di Leoncavallo. ‘L’uomo che prende gli schiaffi’, opera di Leonid Nikolaevic Andreev che incontrò grande successo nel primo Novecento, è un po’ il manifesto del porgere l’altra guancia. Era parecchio che questo testo non veniva portato in scena. Un ritorno storicamente opportuno alla luce di quanto avvenendo. Questo mondo incancrenito e assai meno tollerabile quanto a cinismo, egoismo ed efferatezza di quello che vide l’ultimo Zar sul trono di Russia sta spingendo sempre più giovani verso l’arte del mimo da strada, del clown da circo o da corsia d’ospedale. Piacevole questo allestimento della Compagnia Mauri Sturno che è stato in cartellone al Royal fino a domenica. Mauro Carosi disegna una scena lineare ed algida dove un tribunetta circolare, semovente e ricomponibile si staglia contro un velario che, quasi un cielo, muta colore a seconda degli stati d’animo. All’interno di questo spazio si svolge una messinscena fluida dove si percepisce la mano sicura di Glauco Mauri e che ha trovato il suo punto di forza nell’interpretazione di Roberto Sturno (l’uomo che prende gli schiaffi) e del resto del cast composto dai bravi Leonardo Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi , Mauro Mandolini , Lucia Nicolini, Roberto Palermo, David Paryla, Stefano Sartore, Paolo Benvenuto Vezzoso e lo stesso Mauri nel ruolo del capocomico. E quale piacere sentir cantare (e bene) all’uso antico, cioè senza microfoni, su musiche di Germano Mazzocchetti ed eseguite da alcuni degli interpreti. Comme-il-faut anche il lavoro ai costumi di Odette Nicoletti. – Prossimo appuntamento per la stagione di prosa del Piccinni : 12 e 13 febbraio allo Showville con ‘Orlando furioso, ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante’ con Stefano Accorsi. Adattamento dall’opera dell’Ariosto e regia di Marco Baliani. Lo spettacolo è in esclusiva regionale. Produzione Nuovo Teatro. Italo Interesse |

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