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La Provincia di Bari ospita la sede FAI per la salvaguardia di un giardino storico

La Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei Maschi-De Gemmis ospiterà la sezione barese del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano per un progetto di ricerca che intende riportare l’attenzione sulla raccolta fondi per la ristrutturazione del centralissimo giardino della Piazza dedicata agli Eroi del mare. Vicino a una delle zone di Bari più significative per l’anima “marinara” (“Nderr la lanz”, sezione del porto vecchio di Bari racchiuso fra molo sant’Antonio e molo san Nicola adibita a pescheria all'aperto), il giardino storico sito sul lungomare Nazario Sauro, tra le vie Fiorese, Quarnaro e Bozzi, si trova attualmente in uno stato di trascuratezza, con piante malate e necessità di una ricostruzione strutturale. Di questa iniziativa si è fatta carico- per una raccolta di fondi tra i cittadini- l’associazione di volontariato FAI, con il supporto della Provincia di Bari, in particolare dell’Assessorato alla Cultura. Durante l’incontro inaugurale della nuova sede del FAI, Nuccio Altieri (vicepresidente della Provincia di Bari e assessore alla Cultura), ha auspicato una buona riuscita dell’iniziativa promossa con il FAI: “Insieme al presidente Schittulli abbiamo pensato di sostenere il FAI, un’associazione che ha storicizzato il proprio impegno per il recupero dei beni culturali, per sviluppare queste ricerche. Ci auguriamo che in questa sede di Santa Teresa dei Maschi le associazioni possano vivere con le loro iniziative”. Sul progetto in particolare si è soffermata Cinzia Masciopinto (Comune di Bari), per evidenziare come la ristrutturazione del giardino sia già rientrato nel Piano triennale delle opere pubbliche per la riqualificazione del verde.
Della progettazione dovrebbe occuparsi l’arch. Luigi Sylos Labini, socio FAI. Il programma delle iniziative di Bari è stato presentato dal Capo Delegazione della sezione di Bari, Rossella Ressa, che ha delineato il quadro attuale del giardino di piazza Eroi del Mare, in cui sono collocati due importanti opere: il  busto lapideo raffigurante Giuseppe Mazzini (1952, dal lato lungomare) e il busto in bronzo di Giuseppe Massari, uno dei grandi protagonisti italiani del Risorgimento (dal lato di Corso V. Emanuele con la dedica: a G. Massari le società operaie baresi – 1885). La statua di Giuseppe Massari, realizzata dallo scultore Emilio Todolini nel 1885, è stata trasferita da Corso Vittorio Emanuele, sede originaria, poi in Piazza Eroi del Mare nel 1928 e  in Piazza Quattro Novembre, attuale sede, nel 1930. Rossella Ressa ha descritto la situazione del giardino: “Dal perimetro di mt. 84x62x70 circa e di forma triangolare, il giardino presenta 3 aiuole alberate con 5 esemplari di phoenix canariensi, 3 esemplari di Washingtonia, 2 esemplari di chamaerops excelsa e oltre 7 populus. Questi ultimi alberi appaiono defedati per le continue drastiche potature dovute anche alla eliminazione della fioritura che provoca allergie, per cui i tronchi cariati sono infestati da funghi che ne compromettono la stabilità. Trattandosi di specie non di pregio, si suggerisce di eliminarli. Il giardino è per 2/3 circondato da un filare di quercus ilex , l'alberatura principale del frontaliero Corso Cavour. Sono presenti ancora cespugli di nerium oleander e phittosphorum tobira, che costituiscono una siepe che delimita le tre aiuole. Non vi sono altre piante degne di rilievo. Il prato è stato a suo tempo seminato a trifoglio. Al centro dello spazio è presente una fontana monumentale degli anni cinquanta circa di buona fattura con incisi sotto le vasche di raccolta dell'acqua i nomi dei progettisti: ing. Rizzi, Danisi, dell'esecutore marmista Laricchia, dei donatori ditta Sassanelli, Campanella, De Feo. Il luogo  appare quello più in vista della città ma in realtà si percepiscono solo i segni di degrado come le panchine di pietra rotte e divelte senza ormai più sedute, la fontana sporca di graffiti, il percorso viabile sopraelevato e rotto a causa delle radici dei pioppi, per questo pericoloso e poco praticabile”. L’incontro è stato chiuso dai saluti del presidente del FAI regionale, Martino Bonomo, che ha ricordato l’impegno delle sezioni pugliesi, che non possiedono proprietà da gestire del FAI, ma si occupano di “Puntare i riflettori” sui monumenti d’arte, di natura e di storia abbandonati per recuperarli alla vivibilità.

Mariapina Mascolo

 

 

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