Sarà un grande avvenimento quello che vedrà stasera sul palco del Teatro Team il maestro Nicola Piovani sarà in concerto con un “Concerto in quintetto” proponendo brani scritti per il cinema, per il teatro, per concerto - Suite De Andrè, La Vita è Bella, Suite Moretti, Annozero, La voce della Luna… - appositamente rivisitati, riarrangiati in versione da piccolo gruppo di solisti, fra i quali spicca innanzitutto il ruolo del pianoforte, suonato dall’autore. A differenza dei concerti concepiti per un ampio organico orchestrale, il “Concerto in quintetto” sarà una riflessione più intima e flessibile che punterà molto sulla cantabilità dei singoli strumenti - il sassofono, il violoncello, la fisarmonica - ma anche sulla duttilità ritmica di un organico agile, che permetterà all’invenzione solistica di rivelare lati nascosti fra le pieghe di partiture destinate all’origine a un repertorio corale, collettivo. Lo abbiamo intervistato alla vigilia del debutto.
Lei è stato vincitore di un premio oscar per la splendida colonna sonora del film “la vita è bella” cosa l’ha veramente ispirata nel comporla?
“Ovviamente la storia scritta da Benigni e Cerami. Dalla prima volta che Roberto me l'ha raccontata sono rimasto affascinato dal coraggio di questo racconto che ho cercato di affrontare con molta prudenza: è una materia delicata, da prendere molto sul serio, cercando di evitare la retorica e la banalità, un compito per me molto complesso.”
Tra i registi che hanno chiesto di comporre una colonna sonora per il proprio film c’è Fellini com’è stato lavorare con lui?
“Dieci anni, tre film e qualche spot: ma soprattutto una frequentazione quasi quotidiana, di quelle che lasciano il segno, come ognuno può immaginare. Era capace di rendere il lavoro tutto semplice, ma sempre sorprendente.”
Lei sarà a Bari in una veste insolita musicalmente parlando con un quintetto piuttosto che con una orchestra come mai questa scelta?
“Suonare in una piccola formazione solistica rivela lati sconosciuti di partiture che, dentro la lussuria del suono sinfonico, nascondono il senso di un canto intimo che con gli artisti solisti del mio quintetto - Andrea Avena, Marina Cesari, Cristian Marini e Pasquale Filastò - trova la sua teatralità e anche un po' di insospettata leggerezza.”
Tra le sue tantissime collaborazioni spiccano i nomi di Benigni e De Andre’ due personaggi controcorrente, anche lei lo è?
“No no ho il mito del "cantare fuori dal coro" che viene spesso esageratamente lodato. Se il coro intona buona musica, perché non cantare piacevolmente tutti insieme? Certo, nell'Italia di questi tempi è difficile trovare un coro convincente. Basta un po' di buon senso per trovarsi ontrocorrente, magari involontariamente.”
Tra le cose che rimarranno negli annali della storia della musica sicuramente spicca il brano cantato da Noa per “la vita è bella” a questo si associa il fatto che la sua opera “la Pietà” è stata offerta alla cittadinanza di Betlemme, sono scelte fatte per dimostrare il suo impegno per la pace contro ogni forma di guerra?
“La guerra è un male assoluto, anche quando è inevitabile. Pensi, ogni mattina ci sono degli scienziati che si svegliano e cominciano a lavorare per scoprire medicine che salvino l'umanità e leniscano la sofferenza degli ammalati, strumenti di vita. E ci sono altri scienziati loro colleghi che studiano e sperimentano per inventare nuove armi e macchine di guerra - mine antiuomo, bombe intelligenti, missili paraculi - insomma, strumenti di morte. Un musicista può fare poco contro questa follia, Ma, secondo lei, quando si presenta l'occasione, da che parte dovrei stare? Con chi bombarda asili d'infanzia?”
Le sue varie esperienze l’hanno portata a lavorare in campi musicali diversi, ma c’è ancora un sogno nel cassetto?
“Il mio vero sogno quotidiano è continuare a fare il mio lavoro così come lo faccio oggi, nel mio paese. Sa, coi tempi che corrono in Italia! E il piccolo sogno di oggi, naturalmente è che vadano bene i prossimi concerti pugliesi...”
Nicola Violante
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