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Sul Monte Athos la chiave per interpretare l’affresco della Madonna della Grotta di Modugno

Sabato 13 Marzo 2010 12:11

Un filo rosso lega da sempre la nostra cultura all’altra sponda dell’Adriatico, a dispetto degli attuali confini  nazionali. Un traccia concreta di questo legame è emersa dagli affreschi del Santuario rupestre della “Madonna della Grotta”, alle porte di Modugno (Bari), dove un piccolo “rebus” ha trovato soluzione in una Pala d’altare proveniente dal Monte Athos, in Grecia. La Pala è stata trovata dai padri rogazionisti e ora acquistata con le offerte dei fedeli e di uno sponsor, la Fondazione onlus “Emanuele e Anna De Gennaro”. E domenica 14 marzo alle 20 è prevista la presentazione dell’opera.Il Santuario “Madonna della Grotta”, insediamento religioso rupestre che domina il verde della lama Lamasinata (fondato nell’VIII sec. dai monaci basiliani, divenuto dall’XI sec. abbazia benedettina), era ormai in abbandono quando, nel 1974, fu affidato ai rogazionisti.  I religiosi avviarono restauri che portarono alla luce, tra l’altro, l’antica grotta dedicata alla Madonna, la celletta dove visse e morì il cistercense San Corrado di Baviera (il patrono di Molfetta vi si fermò al suo ritorno dalla Terrasanta), parti di un mosaico del pavimento, due tombe e tre affreschi in stile bizantino, risalenti al XII-XIV secolo. Tra questi, anche un reperto del 1260 (sulla roccia della parete sinistra della chiesa rupestre), raffigurante una donna con le mani al cielo, “tassello” di un mosaico più grande, andato purtroppo perduto per sempre. La chiave di lettura di quell’immagine padre Nicola Bollino l’ha trovata poco tempo fa, dopo lunghe ricerche, nel monastero del Monte Athos in Grecia: una Pala d’altare con la rappresentazione canonica del “Compianto” (il mistero della deposizione di Cristo morto dalla croce). L’opera riproduce il canovaccio descritto in un manoscritto dei monaci del Monte Athos del X-XI secolo: una grande pietra squadrata coperta da un lenzuolo sul quale è steso il corpo di Cristo; la santa Vergine è in ginocchio davanti a lui; Giuseppe d’Arimatea gli bacia i piedi, il Teologo Giovanni la mano destra. Dietro Nicodemo. Accanto alla Vergine e tra altre donne (che portano aromi e si strappano i capelli), c’è Maria Maddalena, con le braccia aperte al cielo e piangente. Una figura, quest’ultima, quasi speculare a quella rappresentata nell’affresco del Santuario modugnese. La pala lignea del Monte Athos, dunque, ha permesso di immaginare i “tasselli” mancanti dell’affresco originario. Non solo. Nella storia dell’arte sacra ci sono varie interpretazioni del “Compianto”, a seconda dei luoghi e delle culture. Nella Pala giunta dalla Grecia, rispetto ai canoni tradizionali, ci sono variazioni che rimandano a oltre 300 km dal Monte Athos, al “Compianto” custodito nella Chiesa di San Clemente (1295) di Ohrid, una cittadina che si specchia sul lago omonimo, in Repubblica di Macedonia.L’opera è un pezzo unico, realizzata a mano. Riflette il credo della tradizione religiosa locale. È stata lavorata minuziosamente secondo lo  stile e i criteri della scuola macedone di Agion Oros  (Monte Athos). È stata intagliata con gli stessi utensili tradizionali usati secoli fa e dipinto con uova e polvere colorata. “Ora arricchirà il patrimonio artistico e spirituale di Sancta Maria in Crypta”, dice padre Bollino. I rogazionisti l’hanno acquistata (con 4.000 euro offerti per metà dai fedeli, per metà dalla Fondazione De Gennaro) e hanno deciso di collocarla come Antependium (paliotto) davanti all’altare del Santuario. In attesa dell’inaugurazione, che si avrà subito dopo il restauro dell’ebanista, sarà presentata in anteprima domenica, nell’ambito della festa che ogni anno si celebra nel Santuario in onore di S. Corrado Bavaro (1105-1126). Accanto alle celebrazioni religiose tra l’11 e il 13 marzo, sono in programma anche alcuni appuntamenti culturali. Domenica 14, alla presentazione della Pala seguirà il concerto del trio Scarli con Luisella Depietro (soprano), Emanuele Fabio Fortunato (violino) e Daniele Dinanna (pianoforte). Saranno eseguite musiche di Schubert, Rota, Mozart e Brahms. Il concerto e i fuochi pirotecnici in programma sono curati dal direttivo dell’Admo (associazione donatori di midollo osseo) Onlus sez. “A Longo Modugno”. Alla stessa quest’anno toccheranno anche l’onere e l’onore di rinnovare un’antica tradizione: donare l’olio necessario a tenere accesa per un anno la lampada di S. Corrado.



 



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