La comitiva biancorossa lascia il Trentino. Giocatori a riposo per due giorni. Lunedì si riprende a Vittorio Veneto
Il peggio è passato. Se il mestiere di calciatore non s’allontana molto da tutte quelle professioni per le quali l’approccio mentale più antipatico è quello con il quale ci si confronta al ritorno dalle ferie, i giocatori del Bari possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Gillet e compagni ieri pomeriggio hanno salutato definitivamente Ridanna e con il simpatico paesino in provincia di Bolzano, anche la prima e forse più faticosa parte del ritiro precampionato. La comitiva biancorossa si ritroverà lunedì mattina in quel di Vittorio Veneto, dopo i due giorni di riposo concessi al gruppo da mister Ventura. Lì il tecnico ligure potrà ‘richiamare’ il lavoro atletico svolto nei primi giorni di Ridanna e mettere altra benzina nel serbatoio dei suoi in attesa dell’esordio di fine agosto contro quella Vecchia Signora della Juventus.Il bilancio dei quindici giorni di Ridanna, nel complesso, è da considerarsi positivo. Per carità, risultati e prestazioni delle amichevoli, fatta eccezione per l’esordio stagionale contro i dilettanti della Val di Ridanna, non sono stati troppo confortanti, ma il fatto che non ci siano stati nel gruppo troppi intoppi di natura fisica è già qualcosa di assolutamente ottimo. Escluso qualche problemino accorso a Barreto, che per altro il brasiliano ha immediatamente messo nel dimenticatoio unendosi nuovamente al gruppo, tutto è filato liscio. Inoltre, chi ha avuto la possibilità di passare più di qualche giorno in Trentino racconta di una squadra compatta e di un clima disteso e armonioso come in poche altre occasioni. Fattore che non può far altro che aumentare le potenzialità di una compagine che ha brillantemente chiuso la scorsa stagione e che evidentemente si affaccia alla nuova con grande entusiasmo e voglia di fare.La stessa che al momento sembra avere la tifoseria. Sarà che il calendario ha voluto la Juventus come prima avversaria del Bari al San Nicola, o chissà quale altro motivo, ma al momento la contestatissima tessera del tifoso non sembra aver mietuto troppe vittime. Sono quasi seimila, infatti, gli abbonamenti sottoscritti ad oggi per la prossima stagione. Più o meno gli stessi che, di questi tempi, furono sottoscritti un anno fa. Ieri, rimanendo in argomento, il ministro dell’Interno Maroni ha commentato la nuova iniziativa. “La tessera del tifoso non è una schedatura né un mezzo per controllare qualcuno –ha detto- ma solo uno strumento per favorire il tifoso buono e lasciar fuori dallo stadio chi ci va con altri scopi, che c’entrano poco o nulla con i valori dello sport. Per arrivare a questo punto si sono dovute superare diverse pressioni, sia di alcuni settori degli ultrà sia della politica. Ci siamo riusciti e la decisione presa dalle società di aderire al progetto mi fa essere ottimista. Togliere dagli stadi italiani le barriere di protezione e le reti che dividono i settori entro la fine della legislatura è il mio obiettivo. Spero di riuscirci”. Lo scetticismo sul fatto che la tessera del tifoso possa essere il giusto mezzo per arrivare a tanto, rimane. Tuttavia, finché il pubblico ‘sano’ risponde mantenendo inalterato il numero degli abbonamenti, né società, né addetti ai lavori avranno mai di che lamentarsi. Bene così.
Tiziano Tridente
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