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Venerdì 27 Gennaio 2012 15:31 |
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Il ragazzo di Altamura racconta le proprie sensazioni dopo l’investitura regalatagli dallo spogliatoio biancorosso
In poco meno di un mese è passato da essere una comparsa ad essere il protagonista assoluto di questo Bari versione ‘poveri ma (quasi) belli’. Via Donati e Marotta, Ciccio Caputo è diventato capitano e bomber di una squadra ancora alla ricerca della propria identità.“Essere il capitano del Bari è un onore –inizia Caputo- un vero e proprio sogno per un ragazzo di 24 anni. È stata una scelta del gruppo e se è possibile questo particolare mi rende ancora più orgoglioso. Ringrazio pubblicamente i miei compagni ed approfitto per dire che ci sarò sempre per ognuno di loro. Qualsiasi sia il problema, possono contare su di me. Il capitano deve essere un punto di riferimento per tutti ed è una responsabilità che sono contento di avere sulle spalle”. L’eredità importante è quella di Massimo Donati. Un giocatore che prima di diventare capitano dei galletti aveva indossato maglie prestigiose e calcato palcoscenici di primissimo livello. Senza di lui il Bari è evidentemente ridimensionato, ma Caputo sceglie la strada già intrapresa da Angelozzi e società. “Donati era una pedina importante per questa squadra -spiega- un grande giocatore che per caratteristiche tecniche non si può sostituire con nessuno dei ragazzi oggi in rosa. Tuttavia, la squadra è rimasta sostanzialmente la stessa e quindi non credo si possa parlare di un Bari troppo ridimensionato rispetto a quello di inizio stagione”. Di sicuro c’è un Caputo diverso. “È cambiata la posizione in campo –dice il ragazzo- è per questo che adesso le cose vanno meglio. Una cosa è fare l’attaccante esterno, diverso è giocare in quello che sento essere da sempre il mio ruolo. Per fortuna, sono arrivati anche i risultati. Adesso voglio continuare a segnare. Per un attaccante il goal è fondamentale. Doppia cifra? Obiettivi non me ne pongo. Certo, arrivare a dieci goal in metà stagione sarebbe davvero un gran bel risultato”. Un bottino che aiuterebbe in maniera importante anche una squadra ancora in cerca della propria dimensione “Difficile dire cosa sia il Bari in questo momento –ammette Caputo- la cosa certa è che lavoriamo sempre al massimo. L’impegno c’è, purtroppo non sempre arrivano i risultati. Dopo le trasferte di Gubbio e Varese c’era la possibilità di compiere un vero salto di qualità battendo il Modena. Non siamo stati capaci di farlo. Manchiamo di continuità e quasi sempre c’è di mezzo il maledetto tabù San Nicola. Riuscissimo a sfruttare al meglio il fattore casalingo, parleremmo di tutt’altro campionato”. Meglio fuori. Considerando il fatto che sabato si gioca a Bergamo contro l’Albinoleffe, nell’immediato, non una cattiva notizia. “In trasferta abbiamo ottenuto risultati migliori –sorride Caputo- è evidente come negli spazi offerti da chi deve fare la partita riusciamo ad esprimerci al meglio. Ora stiamo preparando la sfida contro l’Albinoleffe nel miglior modo possibile. All’andata fu una partita strana. Sopra di due reti riuscimmo a farci rimontare e lasciammo a loro una partita praticamente già vinta. Vogliamo rifarci. Di sicuro non sarà una gara facile. Loro si chiudono bene e ripartono in maniera sempre pericolosa. Speriamo di portare a casa i tre punti”. Il finale è amaro ed è dedicato all’onta del calcio-scommesse che sta sporcando l’onore della città di Bari. “La questione scommesse è lontana da questo gruppo –conclude Caputo- posso solo dire che fa male pensare che una partita di pallone possa essere legata ad affari così sporchi. Sono situazioni anomale. Se c’è qualcuno che ha sbagliato è giusto che paghi in maniera esemplare”.
Tiziano Tridente
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