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Barreto, il terzo incomodo…

Il numero che porta sulle spalle è quello che da sempre nel mondo del pallone è accostato ad estro, forza e fantasia. Le prestazioni in campo l’hanno portato ad essere idolo incontrastato della tifoseria e beniamino di tutti i baresi che dopo anni si riaffacciano al San Nicola. Adesso che ha imparato ad essere anche un cecchino quasi infallibile, Vitor Barreto sembra proprio non porsi più limiti.
Con nove reti in otto gare consecutive s’è già ritagliato un posto d’onore nella storia del calcio barese. Nessuno prima di lui, infatti, era riuscito a segnare per tante partite di seguito. Gente del calibro di Raffaele Costantino, Piero Bottaro e Lucio Mujesan s’è fermata a quota cinque. Dove voglia arrivare l’attaccante brasiliano, però, non è dato sapere. “Sembrerà strano, ma il goal per me non è un’ossessione –racconta Barreto- non ci penso in questa stagione così come non ci pensavo nella scorsa. Una cosa è certa: non mi pongo limiti. All’inizio del campionato fui quasi spinto a dire che arrivare in doppia cifra sarebbe stato un buon risultato. Adesso che sono già a quota undici il mio obiettivo finale lo tengo per me, anche perché nel caso poi non dovessi riuscire a raggiungerlo nessuno rimarrebbe deluso. Vincere la classifica dei marcatori? Non credo. Ci sono tanti giocatori forti e con molta più esperienza di me nella massima serie. Se devo fare due nomi dico Milito e Di Natale. Se la giocheranno loro. Io al massimo cercherò di dare fastidio (ride, ndr). A parte gli scherzi, è il primo anno in cui sto facendo così bene. Ho trovato una squadra nella quale posso giocare con continuità ed i risultati si vedono. È chiaro che il mio desiderio sarebbe quello di non fermarmi più, ma non sarà cosa facile. Certo, guardare la classifica marcatori in questo momento è una gran bella soddisfazione”. Il dato di fatto, tuttavia, è che da quando Barreto ha infilato la maglia del Bari non ha mai smesso di segnare. “In effetti è così –ride ancora Barreto- ma lo scorso anno era molto diverso. Basta guardare le difficoltà che sta avendo un grande giocatore come Tavano con il quale l’anno scorso battagliavo rete su rete. Il campionato di serie A è diverso. Qui l’errore del difensore è una rarità, nel corso della partita hai molte meno occasioni e se quando ti capitano non riesci a buttarla dentro diventa dura. Per fortuna questo è un momento molto positivo. I nove goal in otto partite lo dimostrano. Ci tengo molto a questo record e spero di non bloccarmi. Sono in diffida ed un’ammonizione farebbe inevitabilmente terminare la serie positiva”.
Domani c’è l’Atalanta, la terza fra le peggiori difese del campionato, incrementare il proprio score personale potrebbe essere meno complicato rispetto ad altre occasioni. “Non credo sia così –dice Barreto- mi aspetto una partita durissima contro una squadra che deve necessariamente fare punti per centrare l’obiettivo salvezza. In più ogni partita nasconde dei rischi. L’abbiamo provato sulla nostra pelle a Bologna. Se entriamo in campo con la stessa determinazione con la quale abbiamo giocato contro il Palermo allora potrebbe essere meno difficile: dobbiamo giocare come sappiamo, altrimenti è sempre dura”. All’Atleti Azzurri d’Italia, stadio dell’Atalanta, Barreto ha già segnato. “Lo scorso anno realizzai una doppietta contro l’AlbinoLeffe –conferma il brasiliano- ma per il resto non ho molti ricordi. In ogni caso, spero di non segnare per primo. Ultimamente, quando è successo, c’hanno sempre rimontato. Se mi capita un’occasione e la sbaglio sappiate che il motivo è questo –sorride l’allegro Barreto- quindi non criticatemi. Se sull’altra panchina ci fosse stato ancora Conte? L’avrei salutato tranquillamente. Nessun rancore con lui. Abbiamo già le giuste motivazioni per fare una buona partita: una vittoria significherebbe quasi salvezza. L’Europa? Non ne parliamo. Ogni volta che viene fuori questo argomento le cose non vanno mai bene”. Giusto non parlarne, allora. Nell’allenamento di ieri, a parte gli infortunati lungodegenti, Ventura ha potuto contare sul lavoro di tutti. Alvarez ha recuperato. I dubbi sulla fascia destra sono svaniti.
Tiziano Tridente

 

 

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