Le attese riguardanti i benefici del suo ingaggio, per adesso, sono state tradite. Negarlo significherebbe mentire. Il costo del suo cartellino (pari a circa un milione di euro) in relazione alla sua non più tenera età (a novembre il giocatore compirà 35 anni) aveva già fatto in modo che qualcuno mugugnasse prima ancora di vederlo all’opera. In più, Josè ‘Nacho’ Castillo era stato acquistato dal Bari affinché potesse fin da subito essere utile alla causa. Un mese fa, quando si parlava di possibili arrivi in attacco, Ventura dichiarò apertamente che si cercava un giocatore la cui caratteristica principale doveva essere quella di “sapere esattamente di cosa si parla qui a Bari”. I giorni sono passati, ma la condizione dell’attaccante argentino sembra proprio non volerne sapere di diventare accettabile agli occhi attenti del suo allenatore. L’ostacolo più grande tra il giocatore ed il fatto di poter diventare protagonista qui a Bari, sembra proprio essere questo.
“È da diverso tempo che si parla della mia condizione fisica –dice, un po’ seccato, Castillo- quello che posso dire è che sto cercando di allenarmi al meglio, ma sono dell’opinione che un giocatore possa arrivare al top della forma solamente giocando le partite. Spero che questa contro il Catania possa essere la volta buona”. Non male come inizio. Il giocatore, poi, cerca di spiegarsi meglio. “Per quanto mi riguarda è stata una stagione un po’ complicata, iniziata con un infortunio che di fatto m’ha impedito di svolgere correttamente il lavoro estivo e proseguita con una preparazione alla Fiorentina fortemente condizionata dagli impegni della Champions. Lungi da me il volermi giustificare, ma i fatti sono questi. Il mister mi conosce e se non m’ha fatto giocare avrà le sue ragioni”. I due si conoscono da un paio d’anni. Da quando, cioè, Castillo riuscì a segnare la bellezza di 21 reti con la maglia del Pisa. “Il mister è lo stesso di allora –racconta ‘Nacho’- molto disponibile al dialogo con i giocatori e sempre disposto a spiegarti la bontà dei suoi schemi e delle sue scelte. Non è una cosa troppo comune nel mondo degli allenatori. Il fatto che non mi stia facendo giocare un po’ mi fa arrabbiare –continua, sorridendo, il giocatore- ma credo che sia piuttosto normale. Lui ha tanta esperienza ed è possibile che stia aspettando di rivedere il giocatore che aveva conosciuto due anni fa. Stiamo lavorando per questo”. Domani pomeriggio, intanto, dovrebbe toccare proprio all’attaccante argentino affiancare Barreto in primissima linea. “Se dovesse effettivamente toccare a me, sono pronto –dice Castillo- sarà una partita difficile contro un Catania che ha bisogno di punti. Al Massimino hanno sofferto anche squadre importanti del nostro campionato. Detto questo, però, se il Bari dovesse riuscire a mettere in pratica quello che sa fare battere il Catania non dovrebbe essere un problema. Credo debbano essere loro a preoccuparsi del fatto che stanno per incontrare il Bari. Non il contrario. L’obiettivo personale, invece, consiste nell’entrare il più possibile nel vivo del gioco. Il goal è in secondo piano”. Nessun timore, quindi. Eppure, il periodo dei biancorossi non è dei più positivi. “In questa settimana il mister ha lavorato proprio nell’inculcarci la giusta serenità –confida l’argentino- per il resto, non credo si possa parlare di crisi. Il Bari sta disputando un campionato strepitoso. Nell’ultimo periodo abbiamo raccolto poco, ma è una cosa che capita a tutte le squadre. Il segreto per uscirne è quello di non snaturarci e continuare a credere fortemente in quello che facciamo”. Il periodo di ambientamento nella nuova realtà di Bari, ormai è finito. Castillo fa un piccolo bilancio. “La città mi ha stupito molto -conclude- è davvero bellissima. La gente, poi, è meravigliosa ed ospitale. Non vedo l’ora di far bene con questa maglia per poter regalare delle gioie ai nostri tifosi. Un giocatore che m’ha stupito? Andrea Masiello. Attento, sempre concentrato ed uno di quelli con il più alto margine di miglioramento”. Non per caso, molti vedono in lui il futuro capitano dei galletti. La ‘benedizione’ di Castillo è arrivata.
Tiziano Tridente
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