Tu sei qui: Home Sport Almiron: “Orgoglioso di vestire questa maglia”

Almiron: “Orgoglioso di vestire questa maglia”

Faccia imbronciata, ma pur sempre la faccia di un combattente che di abbassare la guardia proprio non ne vuole sapere. Qualcuno, nel recente passato, lo ha definito perfino ‘faccia da Ultras’. Un’offesa? Tutt’altro. Sergio Bernardo Almiron quella definizione se la tiene stretta e meno di un mese fa in occasione di Bari-Inter la partita decise di vederla proprio nel cuore pulsante della Curva Nord, sede più calda del tifo biancorosso.
“La faccia che vedete è quella di chi ha preso quattro goal in una partita decisamente importante –dice Almiron, giustificando il broncio- vi assicuro che non è mai una cosa bella. A Catania abbiamo subito una sconfitta amara. Pur disputando una buona partita abbiamo perso malamente. Loro sembravano una grande squadra, un mix di qualità e cinismo. Il lato positivo è che siamo riusciti a fare anche le nostre giocate, sintomo evidente del fatto che una reazione alle sconfitte c’è stata e che a mio parere siamo vicini ad uscire da questo periodo nero”. Un periodo nero che molti attribuiscono principalmente ad un calo fisico. Almiron è d’accordo solo per metà. “Non credo sia solo una questione di stanchezza, ma penso più ad un insieme di elementi: in primo luogo disattenzioni ed inesperienza. Dobbiamo cercare di essere più concentrati e cattivi sotto porta, esattamente come fanno i nostri avversari. Detto questo, però, credo che quattro sconfitte consecutive non siano un fatto trascendentale per una squadra come il Bari. In fin dei conti abbiamo giocato contro il Milan e su campi sicuramente non facili come quelli di Bergamo, Cagliari e Catania. La nostra dimensione è questa. –continua Almiron- A differenza di quello che scriveva qualche giornale o magari dichiarava qualche dirigente, la squadra non ha mai pensato all’Europa ma solo ed esclusivamente all’obiettivo della permanenza nel massimo campionato. Quello che dobbiamo fare in questo momento è dare tutti qualcosa in più, provare magari qualche giocata ‘fuori dagli schemi’ e soprattutto tirare fuori gli attributi”. Chiaro e deciso, esattamente come il suo stile di gioco. Domenica arriva il Chievo Verona, squadra alla quale nella partita d’andata Almiron realizzò il suo primo goal in maglia biancorossa. “Non segnavo in partite ufficiali da circa un anno –racconta l’argentino- ed in più riuscimmo a tornare a Bari con l’intera posta in palio. Decisamente una bella partita che speriamo vivamente di ripetere. Sappiamo che non sarà facile. Adesso sembra che tutte le squadre vogliano a tutti i costi vincere contro il Bari ed il Chievo vorrà fare lo stesso. Tuttavia, se torniamo ad essere il Bari di un mese fa non ci saranno problemi né nel battere i gialloblu né nel raggiungere il nostro obiettivo finale”. L’obiettivo personale è altrettanto definito. “Almiron vuole dimostrare a tutti i tifosi del Bari quanto ci tiene questa maglia –dice il giocatore in riferimento a sé stesso- non sono ancora in condizioni ottimali, ma è proprio con questo orgoglio di appartenenza che spero di colmare il gap. Questa gente mi ha accolto in una maniera straordinaria. Il futuro? Proprio ieri ne stavo parlando con mia moglie. Rimanere qui mi renderebbe davvero felice. Il Bari pensi a riscattare il mio cartellino, l’accordo per il mio contratto e la cifra del mio ingaggio non credo possa rappresentare un problema…”. Dichiarazione importante ed oseremmo dire quasi ‘d’amore’ verso una città ed i suoi abitanti. La conclusione è per il suo compagno di squadra Leonardo Bonucci. “Ho visto quindici minuti del suo esordio con la maglia azzurra –conclude Almiron- e credo sia stato davvero molto bravo. Poi ho cambiato canale. C’era l’Argentina. Maradona? Avrà già in mente la squadra da portare in Sudafrica”.
Sull’esordio di Bonucci in nazionale ha parlato anche Giampiero Ventura. “Sono contento per il giocatore e per l’immagine positiva che ne ha guadagnato la società –dice l’allenatore- una grande gratificazione per lui e per il nostro lavoro. È raro pensare che un giocatore sei mesi prima retrocesso in serie C possa giocare poi in nazionale ed addirittura pensare di poter disputare un Mondiale. Merito suo e della sua voglia di crescere, di mettersi in discussione e di ‘diventare’ in senso assoluto. Credo abbia fatto una buona partita. Di grande personalità e concretezza. Spero si sia ritagliato un biglietto per il Sudafrica”. Speranza di un’intera città.
Tiziano Tridente

 

 

Aggiungi commento

I commenti inviati saranno pubblicati dai moderatori del sito

Codice di sicurezza
Aggiorna

In Copertina

 

 

 

 

Ultime inserite