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Andrea Masiello, il giovane veterano

Ventiquattro anni e non sentirli. Nella vita di tutti i giorni accostare questa frase ad un giovane ragazzo significherebbe probabilmente dipingerlo come un eterno adolescente. Spensierato, giocherellone e magari anche irresponsabile. Nel mondo del pallone, invece, questa espressione assume esattamente il significato contrario. Descrive, cioè, un calciatore che in barba alla giovane età riesce a districarsi sul prato verde di uno stadio con la classe e la tranquillità di un collega più navigato, gestisce perfettamente le situazioni più ingarbugliate ed assume gli atteggiamenti tipici di chi su quel rettangolo di gioco passeggia ormai da diversi anni. Andrea Masiello, classe 1986, è esattamente questo tipo di giocatore. Giorgio Perinetti, che di mestiere fa il direttore sportivo e che di giovani calciatori in carriera ne ha visti davvero tanti, dopo la brillante prestazione di domenica pomeriggio contro il Chievo Verona lo ha definito ‘un giovane veterano’. Mai definizione fu più azzeccata.
“Gli elogi da parte degli addetti ai lavori fanno sempre piacere –commenta Andrea Masiello- una volta di più se questi attestati di stima arrivano dalla società per cui lavori. È molto gratificante. Fisicamente mi sento davvero bene e magari questo mi consente di recuperare dei palloni che qualche mese fa non riuscivo a riconquistare. Rivedendo ‘il film’ della partita, in effetti, domenica credo di aver fatto una delle mie più belle prestazioni da centrale e dopo aver giocato quasi un anno da terzino destro la soddisfazione è doppia. Quando giochi per diverso tempo in un determinato ruolo e poi vieni spostato altrove non è mai facile adattarsi. Poi il ruolo di terzino iniziava veramente a piacermi. È chiaro però che le esigenze della squadra vengono prima di qualsiasi cosa”. Una squadra che dopo quattro sconfitte consecutive s’è finalmente ritrovata. “Il problema principale di questo periodo negativo è stato più che altro di natura mentale –dice il giovane difensore- è innegabile che dopo la sonora sconfitta di Catania il morale era sotto i tacchi. In più, noi difensori per un intero girone d’andata eravamo riusciti a limitare quasi tutti i nostri avversari, mentre nelle ultime partite avevamo subito davvero troppi goal. Per fortuna, però, questo Bari può contare su di un gruppo unito e compatto che è sempre stato consapevole di potersi tirare fuori da quella brutta situazione. Abbiamo patito un calo, ma adesso ne siamo fuori. Personalmente credo di aver dato sempre tutto quello che avevo in quanto a grinta, determinazione e forze. E così hanno fatto tutti i miei compagni. La gente l’ha capito e c’è stata vicino anche in un mese non esattamente positivo come quello di febbraio. Adesso il nostro obiettivo principale della salvezza è quasi raggiunto: facciamo qualche altro punto per essere più sicuri e poi magari vediamo cosa succede fino alla fine del campionato”. I sogni europei, quindi, probabilmente non sono del tutto tramontati. Un passaggio obbligato affinché si possa continuare a coltivarli è quello di iniziare a fare risultato anche lontano dal San Nicola. “Le numerose sconfitte in trasferta rappresentano l’unico lato negativo della nostra stagione –ammette Masiello- ed in queste ultime undici partite dobbiamo cercare in tutti i modi di invertire la rotta. Sfatare il ‘tabù trasferte’ sarebbe davvero una grande soddisfazione. Domenica a Roma, già notoriamente una piazza difficile, ci aspetta una Lazio quasi all’ultima spiaggia. I biancocelesti faranno la partita della vita, ma con le nostre caratteristiche sappiamo di poterli mettere in difficoltà”. Un’altra battaglia che vedrà Andrea Masiello al centro della difesa biancorossa, accanto ad un Bonucci sempre più in odore di Mondiale. Bonucci e Ranocchia, due compagni di squadra che quasi hanno oscurato l’ottimo lavoro di quello che molti indicano come futuro capitano del Bari. “Non credo che quanto di buono fatto da loro abbia messo in luce minore il mio operato –conclude Masiello- quando alcuni giocatori hanno addosso l’attenzione dei grandi club è normale che i giornali e la gente tenda a parlare più di loro. Per me è stato un onore giocare accanto a Ranocchia ed è un onore adesso affiancare Bonucci. Un giorno potrò dire di essere stato loro compagno di squadra…”. Il giovane veterano non si smentisce mai.
Ieri Gazzi ha lavorato a parte a causa di un affaticamento muscolare rimediato nella gara contro il Chievo. Piccolo problema muscolare anche per Andrea Masiello, il quale però ha personalmente tranquillizzato sulle proprie condizioni. Meggiorini è tornato a Forlì per l’infiammazione all’anca, ma tornerà a Bari domani e non è detto che sia indisponibile per la gara contro la Lazio. Padelli e Rivas hanno lavorato in gruppo.
Tiziano Tridente

 

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