Difensore dotato di un buon fisico, grande senso della posizione ed ottimo colpo di testa. Ragazzo ricco di educazione, gentilezza, cortesia ed anche riconoscenza. Leonardo Bonucci in questi mesi ha fatto in modo che i baresi conoscessero più il calciatore che l’uomo, ma quando le due strade s’intrecciano è giusto che la piazza sappia quanto di buono ci sia nel carattere delle persone e più in generale nello spogliatoio del Bari.
La prima convocazione in nazionale è proprio come il capofila degli amori adolescenziali: non si scorda mai. Bonucci lo sa bene, quella partita contro il Camerun non la scorderà mai e per festeggiarla in maniera adeguata ha deciso di portare tutto il Bari a cena fuori. Possibile che a differenza delle indimenticabili serate tutte passione e romanticismo di qualche anno fa (neanche poi tanti, data la giovanissima età del calciatore) sia mancato il lume di candela, ma il gesto del giovane neoazzurro è comunque da sottolineare in quanto a galanteria. Nel senso più originario del termine. La ‘soffiata’ riguardante la serata allegramente passata dai biancorossi è arrivata da mister Ventura, il giocatore conferma e spiega. “Ieri sera (giovedì, ndr) ho portato tutta la squadra fuori a cena –ammette Bonucci- staff tecnico e compagni. Era giusto condividere l'indescrivibile gioia della mia prima convocazione con chi in qualche maniera m'ha aiutato a raggiungere questo risultato. Se un domani dovessi effettivamente andar via come dicono tutti, posso dire con certezza che questo gruppo non lo scorderò mai. Porterò sempre con me quello che ho imparato: in primis la disponibilità di tutti nel mettersi in discussione. Bari m'ha fatto fare il grande salto. Anche come uomo”. Poi arriva il ringraziamento, forse, più sentito. “Credo di dover ringraziare in modo particolare il mister Ventura. Con lui è stato un colpo di fulmine: ero arrivato a Pisa da soli tre giorni e lui non esito un solo istante a schierarmi tra i titolari. Credo e spero di aver ripagato la fiducia. Per tornare al discorso della nazionale, con Lippi spero di aver sfruttato al meglio la chance che m'è stata concessa, poi le decisioni spettano a lui. Ammetto che una volta tornato da Coverciano avevo un po' la sensazione di pancia piena e contro il Chievo non ho disputato la mia miglior partita. Devo immediatamente rimettermi in carreggiata”. Una sorta di ‘ammissione di colpa’ che non fa altro che confermare quanto di buono s’è detto del giocatore in apertura. Domani c’è la Lazio, per Bonucci non una partita come le altre. “Da viterbese guardo a questa partita in maniera un po' particolare –conferma il giocatore- come del resto feci quando incrociammo la Roma. Questioni personali a parte, da qui alla fine del campionato tutte le partite sono importanti alla stessa maniera. La salvezza non è ancora acquisita e nel calcio non si può mai dire. Per i biancocelesti è un periodo davvero brutto, avranno voglia di invertire la rotta e calmare una piazza sempre un po' difficile come quella romana. Nonostante il periodo di contestazione il calore del loro pubblico non mancherà e sotto questo punto di vista il fatto che ci siano anche 5000 nostri sostenitori fa enormemente piacere. Cercheremo di dar loro una gioia. Rilassamento dopo il Chievo? Nessun pericolo. Prima di questa vittoria abbiamo subito quattro sconfitte e tornare a rilassarci è impensabile. Incontreremo una squadra agguerrita, ma siamo pronti alla battaglia. Zarate è squalificato e Rocchi è dubbio, ma credo che Floccari e Cruz non siano da meno. Parliamo di giocatori temibili che hanno fatto la storia delle squadre in cui hanno militato. Dovremo stare molto attenti”. Infine, uno sguardo al futuro. Oggettivamente, sempre più lontano dalla Puglia. “Leggo sui giornali dell'interessamento della Juve. –dice Bonucci- Avere addosso gli occhi delle grandi fa sempre piacere, ma per adesso penso solo al Bari. A giugno vedremo. Dipende prima dalla volontà di Genoa e Bari, il mio cartellino è di loro proprietà e le decisioni spettano a loro. La mia fede calcistica, come del resto quella di tutta la mia famiglia, è sempre stata interista. Quando anni fa arrivò in casa la notizia che ero passato all'Inter impazzirono tutti –sorride Bonucci- il mercato m'ha portato al Genoa e poi al Bari in comproprietà. Credo che c'abbiano guadagnato tutti: l'Inter che ha potuto prendere due grandi campioni come Motta e Milito, ma anche io che ho potuto dimostrare il mio valore. Se dovessi decidere del mio futuro con il cuore direi l'Inter, ma per adesso sono solo chiacchiere da bar”.
Nell’allenamento di ieri pomeriggio lavoro differenziato per Rivas, Koman e Barreto. Per il brasiliano pare si tratti di un leggero affaticamento muscolare. Nella mattinata di oggi verranno verificate meglio le sue condizioni, ma la sua presenza all’Olimpico non dovrebbe essere in discussione.
Tiziano Tridente
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